
Una ricerca pubblicata recentemente sulla rivistaThe Lancet suggerisce che la scelta di una terapia di lunga durata con FANS debba essere fatta scegliendo l'antidolorifico giusto, soprattutto se il paziente è già a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
Gli studiosi dell’MRC Clinical Trial Service Unit & Epidemiological Studies Unit (CTSU) dell’Università di Oxford hanno esaminato i risultati di una meta-analisi che comprende 639 trial clinici per un totale di oltre 300.000 pazienti coinvolti ed hanno analizzato i dati dei singoli pazienti al fine di predire l'entità degli effetti avversi dei diversi FANS in particolari tipi di pazienti in cura con alte dosi e per un tempo prolungato. L'uso prolungato di certi antidolorifici della famiglia dei FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, è associato a un aumento di circa un terzo del rischio di infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari. E’ stato stimato che per ogni 1000 soggetti trattati con FANS si verificano tre infarti in più di cui uno con esito fatale; in particolare questi rischi riguardano le persone con artrosi o artrite che hanno bisogno di alte dosi di FANS e di una terapia prolungata.

Con pazienti sempre più giovani e oltre 14.400 procedure all'anno in Italia, la pianificazione a lungo termine diventa il nuovo punto di riferimento della cardiologia interventistica

L’OMS e i partner internazionali lanciano una roadmap globale 2026-2035 per contrastare preeclampsia ed eclampsia, rafforzando ricerca, diagnosi, accesso ai medicinali, assistenza clinica e sistemi sanitari.

Gli esperti richiamano l'attenzione sulla diagnosi precoce e sull'importanza di estendere lo screening ai familiari dei pazienti

Al via la prima Settimana europea dedicata alla prevenzione. Cardiologi, diabetologi ed esperti di obesità indicano i parametri per valutare precocemente il rischio
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.