
Srt1720 agisce su una proteina, la Sirt1, che ha il compito di combattere l'invecchiamento, spiegano gli scienziati su 'Cell Metabolism'. Il meccanismo è semplice: la molecola "inganna l'organismo, suggerendogli che il cibo ingerito è scarso e dunque è necessario intaccare le riserve di grasso per sopravvivere". Ma i risultati degli studi condotti sui topi hanno rivelano un altro inaspettato e benefico effetto. Il Srt1720 sembrerebbe infatti contrastare l'insulino resistenza, dunque diminuire i rischi di insorgenza del diabete. "Il tutto senza effetti collaterali apparenti", aggiungono i ricercatori che però avvertono: "Altre ricerche e sperimentazioni saranno necessarie prima di arrivare a un prodotto a uso e consumo umano". In ogni caso, topi alimentati con una dieta supergrassa non hanno guadagnato un etto grazie al Srt1720.




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