
"Oggi le tecnologie mininvasive in cardiochirurgia - spiega Greco - si sono standardizzate. E questo consentirebbe una diffusione, in tutta sicurezza, più ampia. Quello che purtroppo succede, invece, è che sono pochi i centri, sia livello italiano sia europeo, che usano questo tipo di approccio costantemente". Per quanto riguarda le tecniche videoassistite, inoltre, "pochissimi utilizzano sistemi di endoscopia ad alta definizione". In particolare, in Italia per quanto riguarda le operazioni videoassistite alla valvola mitralica "i centri che la applicano in modo corretto ed esclusivo, non applicando cioè altre tecniche in alternativa, sono meno di quattro", spiega l'esperto. La scarsa diffusione di queste operazioni, sicuramente più complesse per il chirurgo, è legata soprattutto alla necessità di "formare adeguatamente i professionisti", investire cioè sui camici 'verdi'.
Al congresso della Sicch Greco parlerà, in particolare, di chirurgia mininvasiva videoassistita della valvola mitralica. "Questo intervento - precisa Greco - comporta l'abolizione, pressocché completa, della apertura della cassa toracica che è l'approccio utilizzato normalmente. Si esegue, invece, una microincisione di 4 centimetri, nello spazio tra le costole, aiutandosi con l'uso di un sistema videoendoscopico". E' un tipo di tecnica utilizzata già da qualche anno. Le novità, però, riguardano le tecnologie endoscopiche, sempre più sofisticate. "In questo tipo di operazione - conclude Greco - la struttura cardiaca è visualizzata su uno schermo in sala operatoria. E il chirurgo, grazie a sistemi ottici sempre più avanzati, come la visione Full Hd, ad altissima definizione, è sempre più aiutato in interventi di massima precisione ".




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