
Ancora in attesa del marchio CE "che potrebbe arrivare nel corso del 2009", prevede Vitali, il 'cuore-pila' è stato utilizzato in un trial avviato 7 mesi fa nei centri cardiochirurgici di Lovanio (Belgio), Hannover e Munster (Germania). "I 14 pazienti arruolati erano malati di scompenso cardiaco in fase terminale", spiega il numero uno della Sicch. In altre parole, il loro cuore 'stanco' non riusciva più a pompare sufficiente sangue per nutrire e ossigenare i tessuti dell'organismo, e tutti questi malati erano in lista d'attesa per un trapianto di cuore. Considerata la loro estrema gravità, "tre sono morti, 8 sono stati poi trapiantati e altri tre vivono ancora con questo device bioingegneristico". Che "supplisce in parte alle funzioni di pompa del ventricolo sinistro" e che "si inserisce come un pacemaker in una tasca sottocutanea, attraverso una procedura mini-invasiva ossia con una parziale toracotomia". Valutato per ora come 'ponte' al trapianto d'organo, "una volta omologato questo nuovo cuore avrà tutte le potenzialità per rivoluzionare la terapia dello scompenso cardiaco: la pandemia del Terzo millennio", dice Vitali. Un milione di italiani malati, 170 mila ricoveri ogni anno.




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