
A segnalare il fenomeno, intervenendo al Congresso dell'Organizzazione europea per la ricerca sulle infezioni e neoplasie genitali (Eurogin) apertosi a Nizza, è la direttrice del Centro di ginecologia e sessuologia clinica dell'Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, Alessandra Graziottin. Ma a crescere, sottolinea l'esperta, sono anche i comportamenti a rischio da parte dei giovanissimi, a partire ''da un aumento sostenuto dei rapporti sessuali di tipo orale e senza protezione, che espongono alla possibilità di contrarre virus pericolosi con l'hpv, causa di varie forme tumorali''. Dunque, due le fasce di età più a rischio per comportamenti sessuali, sia pure per ragioni diverse. ''Il picco delle infezioni genitali, come i condilomi causati dal virus Hpv - spiega Graziottin - si registra nella fascia 15-24 anni, quando maggiore è la promiscuità sessuale, ma la curva dell'incidenza delle infezioni continua fino ad oltre i 65 anni ed un aumento consistente si registra proprio tra le 40-50enni''. Un fenomeno, rileva, ''che riflette una tendenza di costume: in questa fascia di età, infatti, negli ultimi anni si è avuto un trend di aumento di separazioni e divorzi''. La crisi di coppia, è l'analisi dell'esperta, ''porta alla ricerca di nuovi partner, e vari indicatori ci dicono come sempre tra le 40enni sia anche in crescita il costume del 'tradimento'''. Una ''promiscuità sessuale'' non accompagnata, però, avverte Graziottin, da un atteggiamento di prevenzione: ''Le donne più mature non si proteggono - sottolinea - ed usano poco il preservativo.

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