
Un aumento che, secondo quanto denunciato, "avrebbe rischiato di eliminare dal mercato diverse centinaia di medicinali", mettendo a rischio "l'esistenza stessa dell'intero settore". "Immagino nessuno si rimangerà quanto promesso - spiega Fausto Panni presidente di Omeoimprese - ma serve un decreto legge che scriva nero su bianco tutto questo" perché il dato di fatto è che "attualmente chi vuole rinnovare l'autorizzazione a vendere un prodotto, paga 3.062 euro". Cifra enorme se moltiplicata per tutti i tipi di farmaci omeopatici, anche i meno venduti, e le differenti diluizioni presenti sul mercato. Altro problema riguarda le tariffe per le nuove registrazione. "Mi auguro - conclude Panni - che decidano di allinearci ai livelli europei dove si paga un terzo di quanto attualmente paghiamo noi".
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Fonte: ministero della salute, aifa




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