
«Il nostro è il primo studio, dal 1990, a focalizzare l’attenzione sulla qualità della vita a lungo termine nelle persone che sono state colpite da un ictus».
Queste sono le parole di Peter Rothwell, professore a UK's John Radcliffe Hospital di Oxford; naturalmente i risultati variano molto in base all’età, al sesso ed alla gravità dell’ictus. La ricerca dovrebbe servire a sostenere le persone che sono state colpite da un ictus; questo dev’essere un campanello d’allarme per avere maggiori finanziamenti per la ricerca sia per il trattamento, sia per l’aspetto più importante che è rappresentato dalla prevenzione. E’ chiaro che una lunga serie di fattori influenzano la qualità della vita, e tra questi non va per niente sottovalutata l’ansia di una ricaduta.
Se l’argomento ti interessa e vuoi conoscere i risultati dello studio, leggi l’articolo Stroke 'causes 60% loss of quality years'
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Medici e infermieri, su tutti, presentano un allarmante tasso di suicidio che corrisponde a 21 ogni 100mila abitanti, rispetto alla popolazione “normale”
"I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza e l'altro indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale"
Rigon, "serve un tavolo nazionale per interventi di prevenzione"
Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
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Un innovativo farmaco oppioide, il DFNZ, si rivela efficace nel trattamento del dolore senza causare dipendenza, secondo uno studio pubblicato su Nature.
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