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Ictus, il 15% colpisce in età giovanile

Neurologia

''L'impatto della malattia e' considerevole - rileva - in termini clinico-assistenziali ed economici. Nonostante cio', la ricerca su questa patologia in eta' giovanile e' limitata''. Al progetto ha partecipato una rete di 24 centri neurologici, coordinati dalla clinica neurologica dell'universita' di Brescia. L'analisi e' stata condotta su 1.867 soggetti colpiti da un primo ictus cerebrale ischemico tra i 18 e i 45 anni, reclutati tra il 2000 e il 2012, seguiti per un follow up medio di circa 46 mesi. Durante il follow up sono stati documentati 163 casi di infarto, ischemia o trombosi dopo un primo ictus, pari ad un rischio del 14.7% a 10 anni dall'evento, e identificati alcuni fattori che aumentano il rischio di eventi ricorrenti durante il follow up, sulla base dei quali e' stato ricavato per ogni paziente un punteggio di rischio. I fattori di rischio sono una storia familiare di ictus, l'essere affetto da emicrania con aura, essere portatore di anticorpi anti-fosfolipidi, interrompere la terapia di prevenzione secondaria (antiaggreganti piastrinici e antiipertensivi) dopo il primo episodio e avere almeno un fattore di rischio tradizionale (ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, fumo). ''Il rischio di ricorrenza - continua Pezzini - puo' essere ridotto di piu' del 25% con interventi in grado di modificare questi fattori predittivi. Abbiamo anche visto che l'ischemia e' in calo tra gli anziani e in aumento tra i giovani, forse per l'uso di sostanze stupefacenti''

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Fonte: sin

Neurologia
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