
In una nota congiunta si legge che nell'incontro tra azienda e sindacati sono emersi «la gravissima e condivisa preoccupazione e lo sconcerto per gli emendamenti alla Legge di Stabilità in discussione in Parlamento sulla farmaceutica. In particolare, desta forte apprensione la proposta di prevedere a livello territoriale l'uso di gare basate sull'equivalenza terapeutica». Si tratta di «una misura che, se adottata, colpirebbe i pazienti, l'autonomia prescrittiva dei Medici e le imprese del farmaco che producono e investono in Italia, a favore di quelle estere. Con conseguenze facilmente prevedibili in termini di riduzione dell'occupazione, di delocalizzazione degli stabilimenti, di chiusura di aziende, di calo drammatico della produzione e dell'export. Ancora una volta decisioni di carattere meramente economicistico metterebbero da parte gli interessi del Paese e della sua crescita per puntare a fare cassa immediatamente. Tornerebbe così a galla la logica dell'industria farmaceutica come bancomat per coprire sprechi e inefficienze non addebitabili ai farmaci».
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Fonte: farmindustria, sindacati




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