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Farmaci, una nuova molecola su due è biotech: "L'Italia attragga gli investimenti"

Nel mondo 23 mila farmaci in sviluppo, metà biotecnologici. Farmindustria chiede più investimenti e torna a sollecitare il superamento del payback
Aziende
Aziende farmaceutiche

Una molecola su due tra quelle attualmente in sviluppo nel mondo è di origine biotecnologica. Il biotech si conferma così una componente centrale della ricerca farmaceutica, mentre cresce la competizione internazionale per attrarre investimenti, produzione e competenze. Farmindustria chiede all'Europa e all'Italia di accelerare sulle politiche per l'innovazione.

L'intervento arriva in occasione della European Biotech Week 2026 e parte dai dati Citeline: sono circa 23 mila i farmaci attualmente in sviluppo a livello globale, divisi in misura sostanzialmente equivalente tra molecole biotecnologiche e prodotti di sintesi chimica.

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Metà dei nuovi farmaci è biotech

Una proporzione che, secondo Farmindustria, si ritrova anche nell'attività di ricerca e regolatoria più vicina all’Italia. La stessa ripartizione emerge infatti dagli studi clinici autorizzati dall'Aifa e dalle nuove sostanze attive approvate nel 2025 dall'Agenzia europea dei medicinali. In quest'ultimo caso sono stati autorizzati 38 medicinali con nuove sostanze attive, metà biotech e metà di sintesi chimica.

"Numeri che dimostrano come i farmaci biotecnologici rappresentino uno dei pilastri fondamentali dell'innovazione farmaceutica e della ricerca di nuove soluzioni terapeutiche per i pazienti", afferma il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, ricordando anche il ruolo dei medicinali di sintesi chimica, dei vaccini e delle terapie avanzate.

La crescita delle biotecnologie avviene però all'interno di una competizione industriale che sta rapidamente cambiando. Farmindustria indica negli Stati Uniti e nella Cina i due principali concorrenti di un'Europa che deve confrontarsi con politiche più aggressive nell'attrazione degli investimenti e con la rapida crescita asiatica nello sviluppo di nuovi farmaci e vaccini.

La sfida europea sugli investimenti

Secondo Cattani, l'Europa rischia di perdere ulteriore terreno se non riuscirà a creare condizioni più favorevoli alla ricerca e agli investimenti. "La ricerca farmaceutica ha prospettive straordinarie e la tecnologia corre a una velocità senza precedenti, ad esempio grazie alle biotecnologie, aprendo nuove possibilità in termini di terapie, investimenti e sviluppo", sostiene il presidente di Farmindustria.

Un primo intervento è rappresentato dalla proposta di Biotech Act pubblicata dalla Commissione europea nel dicembre 2025, che punta a rafforzare l'ecosistema europeo delle biotecnologie e la capacità di trasformare la ricerca in applicazioni industriali.

Per Farmindustria, tuttavia, l'intervento europeo dovrebbe inserirsi in una strategia più ampia capace di rendere il continente maggiormente competitivo nell'attrazione di capitali e competenze.

In Italia torna il confronto sul payback

La richiesta dell'associazione diventa più specifica guardando all'Italia. Farmindustria ricorda che oltre il 90% delle imprese farmaceutiche viene classificato come innovativo e sottolinea la diffusione delle collaborazioni con università e centri pubblici di ricerca.

Su questa base Cattani torna a chiedere l'attuazione delle riforme del settore, interventi nella prossima legge di Bilancio e soprattutto il superamento del payback farmaceutico, uno dei principali terreni di confronto tra industria e sistema sanitario.

"Servono l'implementazione delle riforme, il superamento immediato del payback e una legge di Bilancio che riconosca il valore dell'industria farmaceutica", afferma Cattani.

La richiesta riflette la posizione delle aziende, che considerano il meccanismo un elemento di incertezza per la programmazione degli investimenti. Dall'altra parte resta però l'esigenza pubblica di governare una spesa farmaceutica che, soprattutto sul versante degli acquisti diretti, continua a superare i livelli programmati.

Innovazione e sostenibilità del Ssn

È proprio la crescita delle nuove terapie a rendere più complesso l'equilibrio. Attrarre ricerca e produzione significa aumentare la capacità competitiva italiana e favorire l'accesso all'innovazione, ma richiede contemporaneamente strumenti in grado di garantirne la sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale.

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Aziende farmaceutiche
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