|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Ipertensione nei bambini: i farmaci più efficaci

Ipertensione nei bambini: i farmaci più efficaci
Pediatria

 L'ipertensione aumenta il rischio di malattie cardiache, ictus e insufficienza renale, e la sua diffusione nei bambini è in aumento, probabilmente a causa della crescita dei tassi di obesità. Nei piccoli con questa patologia sono spesso raccomandati, come terapia di prima linea, interventi non farmacologici. Tuttavia per una percentuale significativa di loro è necessario il trattamento farmacologico, soprattutto in caso di danno organico. La revisione Cochrane ha valutato solo alcune classi di farmaci comunemente prescritte, rilevando che la maggior parte ha un effetto modesto sulla pressione sanguigna, e non è certo che si possano raggiungere risultati migliori nel lungo periodo. I dati più numerosi, rileva Cochrane, riguardano il candesartan, per cui è stato riscontrato un modesto effetto nella riduzione della pressione sanguigna. Complessivamente non è stata invece provata la relazione tra dosi crescenti di sartani, calcio antagonisti o inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e l'ulteriore riduzione della pressione sanguigna. Inoltre, dosi più elevate di farmaco non hanno comportato una maggiore riduzione della pressione arteriosa. Gli eventi avversi sono stati per lo più minori e hanno incluso mal di testa, vertigini e infezioni delle vie respiratorie superiori.

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

pubblicità

Fonte: ansa

Pediatria
Commenti

I Correlati

Neurologia
Leggimi

Ictus ischemico, il controllo pressorio aggressivo dopo riperfusione non porta benefici e può aumentare la mortalità

Teresa Brusco · 03/09/2026 10:41
Una revisione sistematica Cochrane aggiornata al 2025 ha valutato l'efficacia del controllo pressorio intensivo nei pazienti con ictus ischemico acuto sottoposti a riperfusione mediante trombolisi o trombectomia. Le evidenze disponibili non dimostrano benefici significativi in termini di recupero funzionale o riduzione delle complicanze, mentre suggeriscono un possibile incremento della mortalità con target pressori più aggressivi.
Leggi Tutto

Ultime News

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.