
"Abbiamo scoperto - spiega Ruggero De Maria, direttore del Dipartimento di ematologia, oncologia e medicina molecolare dell'Iss, che ha guidato la ricerca - che se i microRna-15a e microRna-16 vengono reintrodotti nelle cellule tumorali che li hanno perduti, queste cellule smettono di crescere e vengono distrutte". Non solo. "La possibilita' di curare i tumori aggressivi della prostata somministrando questi microRna - afferma - è stata confermata dalla terapia sperimentale effettuata in animali da laboratorio. Con il bagaglio di conoscenze che ci offrono i risultati di questo studio, il cancro alla prostata potra' essere sconfitto". L'obiettivo, dunque, è dare scacco matto al tumore che ancora rappresenta la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il carcinoma del polmone. Negli ultimi quindici anni il test del Psa (l'antigene prostatico specifico) ha aumentato considerevolmente le diagnosi precoci e le possibilita' di guarigione con l'ormonoterapia e la chirurgia.




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