
Lo scopo di un gruppo di ricercatori è stato quello di studiare i meccanismi responsabili della malattia venosa cronica primaria, per consentire l’identificazione di bersagli per il trattamento farmacologico. Dallo studio è emerso che i sintomi delle malattie venose possono essere il risultato di interazioni tra i mediatori pro-infiammatori e delle fibre nervose situate nella parete venosa, pertanto l’infiammazione venosa costituisce un obiettivo terapeutico promettente per un eventuale intervento farmacologico. Infatti l’infiammazione è la chiave del rimodellamento della parete venosa che crea il malfunzionamento del sistema venoso causato da insufficienza valvolare, e in questo modo, si genera l’ipertensione venosa.
Alla luce dei dati sono necessari ulteriori approfondimenti clinici per la corretta gestione dell’Insufficienza Venosa Cronica, circa l’impiego delle frazioni purificate micronizzate dei flavonoidi.
Se l’argomento ti interessa leggi l’articolo intitolato: Pharmacological Treatment of Primary Chronic Venous Disease: Rationale, Results and Unanswered Questions

Per i pazienti con malattia recidivata o refrattaria è ora rimborsata una combinazione che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza. Tra i vantaggi anche la disponibilità immediata del trattamento e una durata prefissata delle cure.

Nausea, perdita di appetito, alterazioni del gusto e stanchezza possono rendere difficile anche sedersi a tavola. Gli esperti: «una corretta alimentazione è diventata parte integrante del percorso terapeutico dei pazienti oncoematologici»

Nanomateriali fototermici e sistemi di rilascio selettivo potrebbero migliorare l’efficacia dei trattamenti contro la trombosi, riducendo l’esposizione sistemica ai farmaci.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.