Ricercatori Sapienza svelano come una ghiandola si indebolisce
L'individuazione di nuovo meccanismo molecolare alla base della leucemia linfoblastica acuta (LLA), un tumore ematologico aggressivo a rapida evoluzione che colpisce i linfociti T arrestandoli in una fase immatura, potrebbe migliorare la comprensione dei processi che conducono allo sviluppo della malattia che colpisce soprattutto i bambini. Tra le leucemie acute infantili, circa il 60% è infatti rappresentato dalla LLA. Secondo una ricerca internazionale coordinata dalla Sapienza, è l'interazione tra proteine recettoriali mediata da microRNA che porta alla compromissione delle funzioni immunitarie della ghiandola del timo. Una scoperta che potrebbe aprire il futuro a nuove tecniche di monitoraggio e a nuove terapie, specie in casi in cui la chemioterapia intensiva ha portato a ricadute con prognosi sfavorevole.
La cura è stata ideata da un team dell'Istituto Neurologico di Milano, che ha avviato uno studio pubblicato ora su Nature Communications
E' una figura professionale cruciale per trasferire più rapidamente i risultati della ricerca oncologica alla pratica clinica
Combinazioni terapeutiche avanzate e tecnologie predittive aprono scenari di cura sempre più personalizzate
E' stata messa a punto una piattaforma che, in poche settimane, progetta molecole per guidare il sistema immunitario contro cellule tumorali
AIL dal 2021 ha scelto di dedicare delle campagne informative e di servizio per i pazienti e le loro famiglie per raccontare i progressi nella lotta a queste malattie e offrire consulenze costruite attorno alle esigenze di chi vive la malattia in pri
Michele, che ha partecipato allo studio clinico internazionale per valutare l’efficacia della terapia, oggi è libero dalle classiche trasfusioni
In occasione della Giornata Nazionale contro le leucemie AIL presenta cinque progetti di Ricerca Indipendente finanziati a SIE, SIES, GITMO, FIL e AIEOP
Sono i risultati dello studio di Fase III STARGLO relativi alla combinazione glofitamab più gemcitabina e oxaliplatino (GemOx) su pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivante o refrattario (R/R)
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