
Sempre più bimbi allergici in Italia, colpa di acari, animali domestici, qualità dell'aria, ma anche fumo passivo, allattamento e divezzamento, vitamina D, probiotici e prebiotici.
Sono questi gli argomenti analizzati dai pediatri di Sip, Sipps e Siaip in un documento che ha l'obiettivo di definire l'impatto di interventi preventivi a differenti livelli - ambientali, comportamentali e nutrizionali - sull'incidenza delle allergopatie respiratorie ed alimentari.
Il lavoro e' coordinato dal Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, Giuseppe Di Mauro, e dal Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, Roberto Bernardini. L'analisi dei dati epidemiologici in età pediatrica ha dimostrato che, non solo la rinite allergica, ma anche l'asma bronchiale, rappresentano patologie in notevole incremento.
Diversi documenti scientifici hanno riconosciuto che la rinite ha effetti negativi sulle attività del paziente nella vita di tutti i giorni a casa, a scuola e sul lavoro. Iniziata oltre cinquant'anni fa, la "prima ondata" delle malattie allergiche ha interessato prevalentemente le affezioni respiratorie, con un picco intorno agli anni 2000, che ha interessato soprattutto i paesi occidentali. In Italia è aumentata anche la prevalenza della rinite allergica nella popolazione generale.
Sin: l’alcol è una sostanza tossica e teratogena in grado di passare sempre la barriera placentare, indipendentemente dall’unità alcolica assunta o dalla frequenza di consumo o dall’epoca gestazionale e raggiunge il feto
Di Mauro: "ogni bimbo è unico e speciale, genitori siano flessibili"
Staiano: "Importante che la comunità e le famiglie siano consapevoli delle sfide che il cambiamento climatico comporta"
Con l'arrivo della stagione estiva e con l'inizio delle tanto sospirate vacanze, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) fornisce una serie di raccomandazioni
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