
Tutte cose ritenute sofisticate solo 10 anni fa, ma che i giovanissimi oggi danno per scontate", precisa la Ido. Lo studio, sponsorizzato dalla MacArthur Foundation, fa parte di un progetto da 50 milioni di dollari su media digitali e apprendimento. Nel corso del lavoro i ricercatori hanno osservato i baby-cybernauti per oltre 5 mila ore. L'obiettivo del 'Digital Youth Project' era quello di fotografare il modo in cui i ragazzini usano questi nuovi mezzi di comunicazione "per socializzare, imparare e rilassarsi".
Anche perché con Internet le abitudini dei giovanissimi sono cambiate. Oggi connettersi online con gli amici su Facebook e MySpace rappresenta un modo per vedersi e darsi appuntamento, analogo alle vecchie uscite al centro commerciale, in strada o al parco. Insomma, dai ragazzi del muretto ai maghi della tastiera.
Non solo, il web regala a un gruppo di ragazzini, la 'vecchia' comitiva, l'opportunità di esplorare la propria creatività e di dedicarsi appieno a un progetto, lavorando insieme. "In uno dei miei studi sui fan dei cartoni animati giapponesi - racconta la ricercatrice - alcuni ragazzini hanno messo su diversi gruppi di produzione di video o di discussione online. Hanno selezionato parole e immagini nipponiche, informazioni fantasiose ed esoteriche per i loro lavori", andando a pesca di immagini e informazioni per realizzare e commentare i loro video", come piccoli registi o critici in erba.
Ma non tutti gli adolescenti sono 'digitali'. L'indagine ha scoperto un gap tra quelli che hanno accesso liberamente a Internet e quelli che non ce l'hanno. A fare la differenza è anche il fatto che "alcuni ragazzini possono viaggiare sul web solo in biblioteca o a scuola.

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