
''Mio papà - racconta Diana Bracco - si trovava nel '32 a uno stage estivo alla Merck di Darmstadt, dove assistette alla riunione in cui lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgyi presentò la sua scoperta'' (che nel 1937 gli sarebbe valsa il Nobel) che metteva fine alle ricerche della cura per lo scorbuto.
Proprio il rimedio per lo scorbuto e per i suoi gravi sintomi (gengive sanguinanti, dolori a braccia e gambe, grave deperimento generale) è quindi all'origine - come ricorda Giorgio Cosmacini, storico della medicina - di questa ricerca le cui tracce si perdono nella storia: dalle prime descrizioni di Ippocrate, nel V secolo avanti Cristo, a quelle di un vescovo di ritorno dalle crociate (dopo il 1100), alle descrizioni di Antonio Pigafetta, navigatore italiano al seguito di Magellano; fino all'800, quando gli scienziati scoprono gli aminoacidi, in particolare le 'amine' e, tra queste, le 'amine della vita', cioè le 'vitamine'.
Oggi lo scorbuto, dovuto a una dieta povera di vitamina C, o 'acido ascorbico' (letteralmente 'antiscorbutico'), non esiste più. E in questi 80 anni la vitamina C è diventata - dice Cesare Sirtori, presidente della Società di Nutraceutica (SINut) - un rimedio per molti problemi di salute. ''Con questa molecola - afferma - riusciamo ad affrontare patologie poco note come il melasma, che affligge la pelle delle donne, oppure le disfunzioni del respiro dei bambini di mamme fumatrici. Ancora, la vitamina C è oggi un trattamento di sempre maggiore interesse nel campo delle ustioni: se un bambino si ustiona è importante che prenda la vitamina C, che aiuta a non perdere liquidi''.
fonte: ansa




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