
Il record di durata raggiunto dal Governo diventa per Anaao Assomed l'occasione per tracciare un bilancio delle condizioni della sanità pubblica. Secondo il sindacato, alla stabilità politica dell'Esecutivo non sarebbe corrisposta una capacità altrettanto incisiva di affrontare i problemi strutturali del Servizio sanitario nazionale, a partire dalla carenza di personale e dalle condizioni di lavoro negli ospedali.
"Un governo può festeggiare i giorni passati a Palazzo Chigi, ma i medici e i dirigenti sanitari contano anche altri numeri", afferma Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed. Il sindacato indica oltre 10 mila medici mancanti negli ospedali, 35 mila posti letto persi nell'ultimo decennio e più di 5 milioni di giornate di ferie arretrate e non godute. A questi dati aggiunge salari inferiori alla media europea, aumento delle aggressioni e crescita delle dimissioni volontarie.
Personale e salari, le questioni ancora aperte
Tra i problemi sui quali Anaao concentra maggiormente l'attenzione c'è la programmazione degli organici. Il sindacato ricorda che il decreto ministeriale utilizzato come riferimento per i fabbisogni di personale nei reparti risale al 1988 e ritiene che i criteri attuali non siano più adeguati né all'invecchiamento della popolazione né a quello degli stessi professionisti sanitari.
Anaao torna inoltre a chiedere il completo superamento dei vincoli alla spesa per il personale, considerati ancora un ostacolo alla possibilità di coprire le carenze negli organici.
"Chi resta in corsia fa i salti mortali ogni giorno, tra reparti accorpati, turni massacranti e pronto soccorso sotto assedio", sostiene Di Silverio. Secondo il segretario nazionale, la combinazione tra condizioni di lavoro, retribuzioni e carichi assistenziali starebbe ormai producendo una "fuga strutturale" dal Servizio sanitario nazionale verso il pensionamento, il privato o l'estero.
Il giudizio sui rinnovi contrattuali è più articolato. Anaao considera positiva la ripresa della contrattazione dopo il lungo periodo di blocco, ma ritiene gli aumenti insufficienti a recuperare la perdita di potere d'acquisto provocata dall'inflazione. Il sindacato contesta inoltre l'applicazione ai dirigenti medici e sanitari di regole organizzative proprie della pubblica amministrazione che, a suo giudizio, non tengono conto delle caratteristiche specifiche del lavoro sanitario.
"Più posti a Medicina non bastano"
Una parte della critica riguarda anche l'aumento degli accessi ai corsi di laurea in Medicina. Per Anaao ampliare il numero degli studenti senza incrementare parallelamente i contratti di formazione specialistica rischia semplicemente di spostare in avanti il problema. "Aumentare i posti a Medicina senza pensare a che fine faranno quegli studenti che tra sei anni si laureeranno è sinonimo di precarizzazione", afferma Di Silverio.
La richiesta è quindi di aumentare in misura corrispondente i contratti di specializzazione e di introdurre per gli specializzandi un vero rapporto contrattuale già durante il percorso formativo. La contrattualizzazione dovrebbe riguardare, secondo Anaao, sia gli specializzandi di area medica sia quelli di area non medica.
Le richieste di Anaao al Governo
Il sindacato individua negli aumenti salariali reali una delle priorità per rendere nuovamente competitivo il lavoro nel SSN rispetto al settore privato e agli altri Paesi europei. Chiede inoltre una maggiore flessibilità nell'organizzazione del lavoro, con turnazioni sostenibili, possibilità effettive di part-time e strumenti che consentano una migliore conciliazione tra attività professionale e vita privata. A queste misure Anaao affianca una riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, l'aggiornamento dei fabbisogni di personale e investimenti concentrati sui reparti maggiormente in difficoltà.
Restano tra le priorità anche la sicurezza degli operatori contro le aggressioni e un intervento fiscale sulle retribuzioni. Su quest'ultimo punto il sindacato chiede che la defiscalizzazione non riguardi soltanto le prestazioni aggiuntive e il lavoro straordinario, ma possa produrre effetti anche sulla retribuzione ordinaria.
"Il Governo più longevo della storia repubblicana ha davanti a sé un'occasione storica altrettanto rilevante", conclude Di Silverio. La scelta, secondo il segretario Anaao, è tra lasciare "un Servizio Sanitario Nazionale più debole di come lo ha trovato" oppure utilizzare la stabilità politica per realizzare le riforme attese dalla sanità pubblica.
"I medici e i dirigenti sanitari italiani non chiedono privilegi", aggiunge. "Chiedono le condizioni minime per continuare a curare i cittadini".




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