
Settembre si prepara a diventare un mese di mobilitazioni per diverse categorie della sanità. Dopo l'annuncio dello sciopero dei medici di famiglia contro l'accordo stralcio sulle Case di Comunità, il 19 settembre saranno i professionisti sanitari dell'area Tsrm-Pstrp a scendere in piazza a Roma, chiedendo maggiore equità nel riconoscimento professionale ed economico all'interno del Servizio sanitario nazionale.
La manifestazione è prevista dalle 12 alle 14 in piazza Santi Apostoli e punta a riunire professionisti provenienti da tutta Italia. Le richieste riguardano tecnici sanitari di radiologia medica e le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, un'area che comprende numerosi profili professionali e che rivendica un trattamento maggiormente omogeneo rispetto ad altre categorie del comparto sanitario.
Straordinari e indennità, la richiesta di superare le differenze
Uno dei temi centrali riguarda il trattamento fiscale del lavoro straordinario. I promotori chiedono che le agevolazioni riconosciute agli infermieri siano estese anche alle professioni Tsrm-Pstrp, superando quella che viene considerata una disparità tra lavoratori appartenenti allo stesso sistema sanitario.
La questione si inserisce nel più ampio dibattito sulle misure adottate negli ultimi anni per rendere economicamente più attrattivo il lavoro nel SSN. Interventi su indennità, prestazioni aggiuntive e trattamento fiscale sono stati utilizzati per rispondere alle carenze di personale e alla difficoltà di garantire alcuni servizi, ma la loro applicazione differenziata tra categorie sta alimentando nuove rivendicazioni sul principio dell'equità professionale.
Analoga richiesta riguarda l'emergenza-urgenza. Secondo i promotori della manifestazione, il riconoscimento economico dovrebbe essere collegato alle attività effettivamente svolte, alle condizioni operative e alle responsabilità assunte, evitando differenze considerate non giustificate tra professionisti che operano nei medesimi contesti assistenziali.
Dal rischio professionale ai criteri per le indennità
Un altro fronte riguarda il riconoscimento del rischio chimico e biologico, con particolare attenzione ai tecnici sanitari di laboratorio biomedico e agli altri professionisti esposti durante l'attività lavorativa. La piattaforma chiede inoltre criteri più trasparenti nell'attribuzione delle indennità, con l'obiettivo di evitare differenze retributive tra professionisti che lavorano all'interno dello stesso sistema e in condizioni comparabili.
Il tema economico si intreccia così con quello del riconoscimento professionale. La richiesta non è soltanto di maggiori risorse, ma di criteri che tengano conto delle responsabilità, dell'esposizione ai rischi e delle funzioni concretamente esercitate dalle diverse professioni sanitarie.
Un settembre di mobilitazioni per la sanità
I promotori hanno invitato alla manifestazione la Federazione nazionale degli Ordini Tsrm-Pstrp, il Movimento nazionale delle professioni sanitarie, le società scientifiche, i sindacati, le istituzioni e le altre organizzazioni rappresentative del settore.
L'appuntamento romano arriva mentre diverse componenti del personale sanitario tornano a mettere al centro retribuzioni, condizioni di lavoro e riconoscimento professionale. Le vertenze hanno caratteristiche differenti, ma convergono su una difficoltà che accompagna ormai da tempo il SSN: trattenere e valorizzare i professionisti mentre aumentano carichi di lavoro, responsabilità e fabbisogni assistenziali.
Con l'avvicinarsi della prossima legge di Bilancio e con numerosi dossier contrattuali ancora aperti, le mobilitazioni annunciate per settembre rischiano quindi di trasformare il tema del personale sanitario in uno dei primi terreni di confronto dell'autunno politico.




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