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Sanità privata, 300mila senza rinnovo: i sindacati contro il Decreto PA

Cgil, Cisl e Uil contestano l'assenza di misure sui contratti di sanità privata e Rsa. Nel pubblico, intanto, i rinnovi hanno accelerato negli ultimi mesi
Sindacato

Contratti scaduti da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle Rsa. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl tornano a chiedere un intervento per circa 300mila lavoratori e contestano l'assenza di misure nel Decreto PA. Una vertenza che procede con tempi molto diversi rispetto alla sanità pubblica.

Contratti fermi da anni nella sanità privata e nelle Rsa

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L'ultimo terreno di scontro è il Decreto PA. Secondo le tre federazioni sindacali, il provvedimento avrebbe potuto introdurre strumenti per favorire il rinnovo dei contratti collettivi della sanità privata accreditata e delle Rsa, ma nel testo non è arrivata la risposta attesa.

La richiesta di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è legare maggiormente finanziamento pubblico e condizioni contrattuali: gli incrementi delle risorse e gli aggiornamenti tariffari destinati alle strutture private accreditate dovrebbero essere subordinati al rinnovo dei Ccnl. Analogo vincolo viene richiesto alle Regioni nella stipula degli accordi con gli erogatori accreditati.

Alla base della vertenza ci sono tempi ormai molto lunghi. Secondo i sindacati, circa 300mila lavoratori sono interessati da contratti scaduti da otto anni nella sanità privata e da quattordici nel settore delle Rsa. Una situazione sulla quale le organizzazioni hanno già promosso scioperi e mobilitazioni nazionali nel corso del 2026.

La questione riguarda una componente tutt'altro che marginale dell'assistenza: ospedali privati accreditati, strutture sociosanitarie e Rsa erogano prestazioni finanziate in tutto o in parte dal Servizio sanitario nazionale e assistono una quota rilevante di pazienti anziani, cronici e non autosufficienti.

Nel pubblico il contratto del comparto è arrivato nell'ottobre 2025

Il confronto con quanto avvenuto nella sanità pubblica restituisce una dinamica differente, anche se i percorsi contrattuali non sono direttamente sovrapponibili.

Il 27 ottobre 2025 è stato sottoscritto definitivamente il Ccnl 2022-2024 del comparto Sanità, rivolto a oltre 581mila dipendenti delle aziende e degli enti del Ssn. Il contratto ha previsto un incremento medio di 172 euro mensili per tredici mensilità, insieme a una serie di interventi sull'organizzazione e sulle condizioni di lavoro.

La chiusura era arrivata dopo un confronto sindacale difficile: Fp Cgil e Uil Fpl non avevano sottoscritto il contratto, mentre avevano firmato Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up. L'accordo aveva comunque consentito di chiudere il triennio 2022-2024 e di aprire la strada alla successiva stagione contrattuale.

Pochi mesi dopo è arrivata anche la chiusura del contratto della dirigenza sanitaria. Il 27 febbraio 2026 Aran e organizzazioni sindacali hanno sottoscritto definitivamente il Ccnl 2022-2024 dell'Area Sanità, destinato a oltre 137mila dirigenti: circa 120mila medici e 17mila professionisti sanitari non medici. Gli aumenti economici medi a regime sono stati quantificati dall'Aran in 490 euro al mese per tredici mensilità.

La stessa intesa indica inoltre la necessità di un rapido avvio della stagione negoziale 2025-2027, con l'intento di ridurre progressivamente la distanza tra il periodo al quale si riferiscono i contratti e la loro effettiva entrata in vigore.

Case della Comunità, l'accelerazione per rispettare il Pnrr

Ancora più significativa, per la fase attraversata dal Servizio sanitario, è la vicenda della medicina generale. A giugno Governo, Regioni e sindacati hanno accelerato il confronto sulle regole per la presenza dei medici di famiglia nelle Case della Comunità.

Il 23 giugno Sisac, in rappresentanza delle Regioni, Fimmg e Fmt hanno raggiunto l'ipotesi di accordo che disciplina il lavoro dei medici di medicina generale nelle nuove strutture territoriali. Il testo prevede fino a sei ore settimanali per 48 settimane all'anno nelle Case della Comunità, con un compenso uniforme di 38,72 euro l'ora oltre agli oneri.

In questo caso il rapporto con le scadenze del Pnrr è esplicito. La Conferenza delle Regioni ha parlato di una "accelerazione della trattativa" e indicato la necessità di completare l'iter entro il 30 giugno 2026 per rispettare i tempi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Tre giorni dopo, il 26 giugno, una riunione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera definitivo all'accordo, dopo il parere positivo della Corte dei Conti. L'intesa è diventata così operativa entro la scadenza prevista e ha consentito di disciplinare la presenza dei medici di famiglia nelle Case della Comunità proprio mentre la Missione 6 del Pnrr entrava nella fase conclusiva della rendicontazione.

Il Ministero della Salute deve infatti documentare alla Commissione europea l'operatività di almeno 1.038 Case della Comunità secondo gli standard del DM 77 del 2022. Non basta quindi completare gli edifici: le strutture devono poter dimostrare di essere effettivamente operative secondo i requisiti concordati.

Due velocità nella stessa rete di assistenza

Il confronto non consente di assimilare contratti costruiti secondo discipline e procedure differenti. Mostra però una differenza nei tempi con cui le diverse componenti della sanità stanno affrontando la questione contrattuale.

Nel pubblico il Ccnl 2022-2024 del comparto è stato chiuso nell'ottobre scorso e quello della dirigenza sanitaria nel febbraio 2026. A giugno, quando la scadenza del Pnrr ha reso necessario definire rapidamente la presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità, la trattativa è stata accelerata fino alla conclusione dell'accordo entro la data richiesta.

Sul versante della sanità privata accreditata e delle Rsa, invece, la vertenza resta aperta dopo anni di vacanza contrattuale. Ed è su questa distanza che interviene ora la protesta di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: le organizzazioni chiedono che l'utilizzo di risorse pubbliche da parte degli erogatori privati venga accompagnato da garanzie sul rinnovo dei contratti dei lavoratori.

I sindacati annunciano quindi la prosecuzione della mobilitazione durante l'iter parlamentare del Decreto PA, chiedendo di introdurre in sede di conversione una norma che colleghi l'aggiornamento delle tariffe al rinnovo dei Ccnl e condizioni gli accordi regionali con le strutture accreditate al rispetto della contrattazione collettiva.

Sindacato
Commenti
GG
Guglielmo Di Girolamo
Quello del personale medico nella sanità privata AIOP è scaduto nel 2005!
Rispondi
13/08/2026 09:25

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