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Tumore del pancreas metastatico: daraxonrasib approvato negli Usa, nuova terapia mirata contro RAS

La FDA autorizza daraxonrasib, inibitore orale RAS(ON), per l’adenocarcinoma pancreatico metastatico dopo almeno una linea sistemica o quando la chemioterapia combinata non è indicata.
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La Food and Drug Administration ha approvato daraxonrasib, nome commerciale Rasonque, per il trattamento degli adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. L’indicazione comprende i pazienti che hanno già ricevuto almeno una terapia sistemica e quelli per i quali un regime chemioterapico combinato non è ritenuto idoneo.

L’autorizzazione introduce la prima terapia anti-RAS approvata negli Stati Uniti per il tumore del pancreas metastatico, una condizione per la quale la gestione terapeutica rimane complessa e le possibilità di intervento nelle fasi successive alla prima linea sono ridotte.

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Daraxonrasib è un inibitore orale, assunto una volta al giorno, diretto contro le proteine RAS nella loro conformazione attiva, definita RAS(ON). La via RAS riveste un ruolo centrale nello sviluppo e nel mantenimento dell’adenocarcinoma duttale del pancreas: alterazioni di KRAS sono infatti tra i principali eventi molecolari associati a questa neoplasia.

A differenza degli inibitori sviluppati per specifiche mutazioni puntiformi, il medicinale è progettato per esercitare un’azione multiselettiva sulle varianti RAS attivate. Il suo impiego può quindi ampliare l’orizzonte della medicina di precisione nel carcinoma pancreatico, andando oltre l’approccio tradizionale basato esclusivamente sui trattamenti citotossici.

L’approvazione FDA deriva dallo studio registrativo di fase III RASolute 302, trial multicentrico, randomizzato e in aperto condotto su 500 pazienti adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico precedentemente trattato.

Daraxonrasib è stato confrontato con la chemioterapia selezionata dallo sperimentatore. La sopravvivenza globale mediana ha raggiunto 13,2 mesi nel gruppo trattato con l’inibitore RAS, rispetto a 6,7 mesi nel braccio di controllo. L’hazard ratio per la mortalità è stato pari a 0,40, indicando una riduzione relativa del rischio di morte del 60%.

Il trattamento ha inoltre ottenuto un tasso di risposta obiettiva confermata del 31,6%, a fronte dell’11,2% osservato con la chemioterapia. Il beneficio ha riguardato anche la sopravvivenza libera da progressione, endpoint secondario rilevante in una popolazione esposta al rischio di rapido deterioramento clinico.

Nel trial, gli eventi avversi correlati al trattamento di grado 3 o superiore si sono verificati nel 43,6% dei pazienti trattati con daraxonrasib, rispetto al 57,5% nel gruppo chemioterapia. Le reazioni più segnalate sono state rash cutaneo, diarrea, stomatite, nausea, vomito, astenia, anemia, diminuzione dell’appetito e paronichia.

Per il farmaco, la FDA aveva assegnato le designazioni di Breakthrough Therapy e Orphan Drug, oltre alla Priority Review per la valutazione dell’istanza. L’approvazione colloca daraxonrasib tra le nuove strategie di terapia mirata nel tumore del pancreas metastatico, con un meccanismo d’azione rivolto a un nodo biologico centrale della malattia.

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