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Sanità privata e Rsa, sindacati in piazza: "Rinnovare subito i contratti"

Il presidio nazionale promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp rilancia la vertenza sul rinnovo dei contratti. Chieste regole più stringenti sugli accreditamenti per contrastare il dumping contrattuale.
Sindacato

La manifestazione era stata annunciata come una nuova tappa della mobilitazione avviata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per chiedere il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle Rsa. Davanti al ministero della Salute, lavoratrici e lavoratori del comparto hanno dato vita a un presidio nazionale accompagnato dallo slogan "Ci avete lasciato in mutande", con indumenti intimi simbolicamente stesi davanti al dicastero per denunciare lo stallo della trattativa.

"Dopo anni di rinvii, incontri interlocutori e dichiarazioni di principio, ci aspettiamo finalmente un segnale di discontinuità. Non bastano più gli impegni: servono decisioni concrete", dichiarano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.

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Sindacati: "Servono regole sugli accreditamenti"

Secondo le organizzazioni sindacali, circa 300 mila lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire servizi essenziali pur avendo i contratti nazionali scaduti, rispettivamente, da otto anni nel comparto della sanità privata e da quattordici anni nelle Rsa. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un intervento del Governo e della Conferenza delle Regioni che introduca criteri più stringenti nel sistema degli accreditamenti.

"Chi eroga servizi pubblici con risorse pubbliche deve essere obbligato a rinnovare i contratti collettivi nazionali. È l'unico modo per impedire che il dumping contrattuale continui a essere finanziato con soldi pubblici", affermano Bozzanca, Chierchia e Longobardi.

"Un settore che cresce ma senza rinnovi contrattuali"

Le tre organizzazioni richiamano inoltre i dati dell'Area Studi Mediobanca, secondo cui il settore della sanità privata avrebbe raggiunto nel 2024 ricavi pari a 13,4 miliardi di euro, con una crescita del 22% rispetto al 2019. "È evidente che le risorse e lo sviluppo del comparto devono tradursi anche nel rinnovo dei contratti, nella crescita dei salari e nella valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono l'assistenza ai cittadini", sostengono i sindacati.

Nel mirino anche la scelta di escludere il personale del comparto socio-sanitario dall'indennità di vacanza contrattuale, una decisione che, secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, rischia di aggravare ulteriormente i ritardi nei rinnovi.

"La mobilitazione rappresenta un nuovo passaggio di una vertenza che non si fermerà fino a quando non arriveranno il rinnovo dei contratti, salari dignitosi e regole chiare sugli accreditamenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa non possono più aspettare", concludono i tre segretari generali.

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