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Professioni sanitarie. Tsrm-Pstrp: "La riforma dei biologi rischia di sovrapporsi ad altre competenze"

La Federazione chiede ai ministeri della Salute e dell'Università l'istituzione di un tavolo tecnico con l'Ordine dei biologi dopo il via libera preliminare del Consiglio dei ministri alla revisione del Dpr 328/2001.
Professione

La revisione del Dpr 328/2001 sulla disciplina della professione di biologo riaccende il confronto sui confini tra le professioni sanitarie. Dopo l'approvazione in via preliminare da parte del Consiglio dei ministri dello schema di regolamento, la Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) esprime preoccupazione per il rischio di sovrapposizioni con competenze già attribuite ad altre figure sanitarie e chiede l'apertura di un tavolo tecnico con i ministeri della Salute e dell'Università e la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi.

La posizione della Federazione Tsrm-Pstrp

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Secondo la Federazione, la ridefinizione dei requisiti di accesso e delle attività professionali dei biologi potrebbe determinare "sconfinamenti" in ambiti già propri di professioni come dietisti, tecnici sanitari di laboratorio biomedico e tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro.

"Si tratta di un tema che incide direttamente sulla salute pubblica e sulla sicurezza delle cure" afferma il presidente Diego Catania. "Attribuire ai biologi competenze cliniche, diagnostiche e di prevenzione proprie di profili sanitari già esistenti significa minare il sistema di garanzie del Servizio sanitario nazionale".

Per questo la Fno Tsrm e Pstrp ha chiesto ai ministeri competenti l'istituzione di un tavolo tecnico con la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi per individuare soluzioni condivise a tutela della qualità delle cure e della sicurezza delle prestazioni.

Cosa prevede la riforma

Lo schema di decreto modifica l'ordinamento della professione introducendo, nella sezione A dell'albo, tre distinti settori professionali: "biologia generale e biomedica", "ambiente" e "nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti", ai quali corrispondono altrettanti titoli professionali. Il provvedimento ridefinisce inoltre le classi di laurea che consentono l'accesso ai diversi settori e introduce il tirocinio pratico-valutativo e la prova pratica con valore di esame di Stato.

Il testo contiene anche una dettagliata descrizione delle attività riconducibili ai diversi settori della professione. Per l'area della biologia generale e biomedica vengono richiamate, tra le altre, l'esecuzione e l'interpretazione di analisi genetiche, biomolecolari, citologiche, istologiche e di patologia clinica, oltre alle attività di supporto alla medicina personalizzata e alla terapia genica. Per il settore della nutrizione sono invece previste attività quali la valutazione dello stato nutrizionale, l'elaborazione di profili nutrizionali e di diete speciali, anche in ambito ospedaliero, e l'educazione alimentare.

Il tema complesso delle competenze

È proprio l'ampiezza di alcune delle attività elencate ad aver suscitato le perplessità della Federazione Tsrm-Pstrp, che ritiene possano determinarsi aree di sovrapposizione con professioni sanitarie già disciplinate da specifiche norme ordinamentali.

Lo stesso schema di regolamento precisa tuttavia che le attività professionali dei biologi sono definite "restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa".

È su questo equilibrio che si concentra il confronto. Da un lato, il regolamento aggiorna l'ordinamento della professione di biologo alla luce della legge 163/2021 sulle lauree abilitanti. Dall'altro, alcune professioni sanitarie ritengono che la formulazione delle attività possa generare incertezze interpretative sui rispettivi ambiti di competenza.

Il provvedimento dovrà ora proseguire il proprio iter. Nel frattempo, la richiesta della Fno Tsrm e Pstrp apre un confronto che potrebbe accompagnare le prossime fasi di esame del testo e coinvolgere direttamente gli Ordini professionali interessati.

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