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Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse

Promossi stop alle liste chiuse e percorsi di garanzia. Ma il PNGLA parte senza nuove risorse e lascia alle Regioni scelte decisive per l'attuazione
Sanità pubblica

Il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028 conferma diverse garanzie importanti per i cittadini e ne introduce di nuove. Restano però dubbi sulla possibilità di attuarle senza risorse aggiuntive e sulle differenze che potrebbero derivare dalle scelte affidate alle singole Regioni. È la valutazione di Cittadinanzattiva sul nuovo PNGLA.

Tra gli aspetti giudicati positivamente dall'organizzazione c'è innanzitutto il divieto di sospendere le prenotazioni nelle strutture pubbliche e private accreditate. Il Piano ribadisce quindi il divieto delle cosiddette "liste chiuse".

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Vengono confermati anche i percorsi di tutela quando il Servizio sanitario non riesce a garantire una prestazione entro i tempi massimi previsti. In questi casi l'Azienda sanitaria dovrà individuare una modalità alternativa di accesso, attraverso il privato accreditato oppure l'attività libero-professionale intramuraria. Al cittadino resterà a carico soltanto l'eventuale ticket ordinario.

Percorsi di tutela anche per i ricoveri

Cittadinanzattiva valuta positivamente anche la conferma delle misure per la presa in carico dei pazienti cronici, degenerativi e oncologici. Le prestazioni successive al primo accesso e quelle comprese nei PDTA dovranno essere prenotate direttamente dallo specialista o dalla struttura attraverso agende dedicate. Una delle principali novità riguarda invece i ricoveri, per i quali vengono individuati codici di priorità secondo il modello dei Raggruppamenti di Attesa Omogenea, RAO.

Anche in questo caso viene introdotto un percorso di garanzia. Se la struttura scelta non è in grado di rispettare il tempo massimo corrispondente alla classe di priorità, dovrà proporre attivamente al paziente una sede alternativa con livelli equivalenti di qualità assistenziale all'interno di un bacino geografico prestabilito.

Sul fronte delle prenotazioni, il Piano conferma inoltre il principio della completa interoperabilità e tracciabilità delle agende nel CUP Unico Operativo. Nel sistema dovranno confluire obbligatoriamente le disponibilità delle strutture pubbliche, del privato accreditato e dell'attività intramoenia. Sulla regolarità delle agende dovrà vigilare Agenas. Regioni e Aziende sanitarie dovranno inoltre rendere pubblici sui propri siti i tempi di attesa effettivamente registrati.

"Senza nuove risorse attuazione più difficile"

È sul finanziamento che emerge una delle principali perplessità. L'attuazione del PNGLA è infatti prevista a invarianza di risorse. Secondo Cittadinanzattiva, questa condizione "condiziona la reale fattibilità delle misure previste" perché trasferisce sostanzialmente la sfida sul piano dell'efficienza organizzativa. Il potenziamento dei CUP, l'attivazione dei percorsi di tutela, lo sviluppo della sanità territoriale e l'acquisto delle prestazioni aggiuntive dovranno essere finanziati attraverso le risorse già disponibili.

Un secondo elemento critico riguarda il peso attribuito alla programmazione regionale. Le Regioni avranno 120 giorni per recepire il Piano e dovranno definire alcuni elementi decisivi per il suo funzionamento.

Tra questi ci sono gli Ambiti Territoriali di Garanzia, all'interno dei quali dovranno essere individuate le prestazioni alternative quando non sia possibile rispettare i tempi previsti. Per Cittadinanzattiva sarà necessario assicurare criteri sufficientemente uniformi sul territorio nazionale, evitando che l'accesso alla prestazione costringa i pazienti a spostamenti eccessivamente lunghi o difficili.

Pre-liste, il rischio di allungare ulteriormente i tempi

Perplessità vengono espresse anche sulle nuove pre-liste di garanzia. Il meccanismo concede ai CUP un periodo di tempo per formulare una proposta di appuntamento quando non sia immediatamente disponibile una prestazione compatibile con la priorità indicata.

Il termine può arrivare a cinque giorni per la classe B, dieci per la classe D e trenta per la classe P. Cittadinanzattiva sottolinea però che questi termini riguardano la formulazione della proposta e non l'effettiva erogazione della prestazione.

"Questo intervallo tecnico rischia di dilatare i tempi complessivi, lasciando temporaneamente l'utente in uno stato di incertezza", osserva l'organizzazione, che sta preparando guide e modelli di istanza per aiutare i cittadini a richiedere il rispetto dei tempi previsti.

Disdette, sanzione anche per gli esenti

Il nuovo sistema introduce infine un servizio standardizzato di promemoria per consentire la conferma o la disdetta telematica dell’appuntamento. Chi non annulla la prenotazione almeno due giorni lavorativi prima della data prevista, salvo cause di forza maggiore, potrà essere chiamato a pagare una sanzione pari alla quota ordinaria del ticket. La misura riguarda anche i cittadini esenti.

Proprio su questo aspetto Cittadinanzattiva chiede particolare attenzione. La sanzione, sottolinea, può essere considerata equa soltanto se i sistemi messi a disposizione per comunicare la disdetta sono realmente accessibili ed efficienti.

In caso contrario il rischio è che il cittadino finisca per pagare non per una propria responsabilità, ma per "inefficienze tecnologiche o organizzative dell'amministrazione".

Per Cittadinanzattiva, quindi, il nuovo PNGLA contiene garanzie rilevanti e recupera strumenti attesi da tempo. La verifica decisiva arriverà però con l'attuazione concreta, quando si dovrà capire se misure previste senza risorse aggiuntive e affidate in parte alla programmazione regionale riusciranno davvero a tradursi in tempi di accesso più brevi per i cittadini.

Sanità pubblica
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