
L’andamento dell’HIV nel nostro Paese appare oggi relativamente stabile, ma il quadro complessivo delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) desta preoccupazione. I dati più recenti coordinati dall’Istituto superiore di sanità (ISS) mostrano infatti un incremento costante di patologie come clamidia, gonorrea e sifilide, con un impatto particolarmente significativo nelle fasce più giovani della popolazione e nei gruppi a maggiore rischio.
La guardia non deve abbassarsi
Secondo i dati della sorveglianza nazionale, nel 2024 sono state segnalate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 4 casi ogni 100.000 residenti, un valore sostanzialmente in linea con quello registrato nell’anno precedente. L’Italia rimane al di sotto della media dei Paesi dell’Europa occidentale, ma continua a confrontarsi con il problema delle diagnosi tardive, che rappresentano ancora una quota rilevante dei nuovi casi. La trasmissione sessuale resta di gran lunga la modalità di contagio più frequente, responsabile di quasi il 90% delle nuove infezioni notificate.
Crescono le altre infezioni sessualmente trasmesse
Se l’HIV mostra un andamento stabile, le altre IST sono invece in progressiva espansione. Il rapporto ISS pubblicato nel 2026 evidenzia quasi 8.000 segnalazioni complessive nel 2024, con un aumento del 12% rispetto al 2023. A trainare la crescita è soprattutto la clamidia, che ha registrato un incremento del 41,5% in un solo anno. Ancora più marcato l’aumento osservato tra gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM), dove i casi sono cresciuti del 61,2%. In continua ascesa anche la gonorrea, le cui segnalazioni risultano quintuplicate dal 2010 e hanno raggiunto nel 2024 il valore più elevato mai registrato, con 1.555 casi notificati. Tra il 2021 e il 2024 l’incremento è stato dell’84%. La sifilide continua inoltre a rappresentare una criticità: negli ultimi tre anni le segnalazioni di sifilide primaria e secondaria sono aumentate del 16%, con 695 nuovi casi registrati nel 2024.
Il legame tra IST e HIV
Uno degli aspetti più rilevanti sottolineati dagli esperti riguarda la stretta correlazione tra infezioni sessualmente trasmesse e HIV. Nel 2024, tra le 4.981 persone con una IST che sono state sottoposte al test per l’HIV, 599 sono risultate positive. La prevalenza dell’infezione è pari al 12%, circa quaranta volte superiore a quella stimata nella popolazione generale italiana. Questo dato conferma come la diagnosi e il trattamento precoce delle IST rappresentino anche uno strumento fondamentale per limitare la diffusione dell’HIV e favorire l’identificazione tempestiva delle persone infette.
L’appello dell’Iss: più prevenzione e informazione
L’aumento delle IST richiede un’azione coordinata che coinvolga sanità pubblica, scuola e cittadini. «La tendenza degli ultimi anni delle infezioni sessualmente trasmesse è preoccupante, occorre agire su diversi livelli per invertire il trend – afferma Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità –. Occorre agire su più fronti contemporaneamente: sulla diagnosi e sul trattamento precoce, che riducono il rischio di contagio; sulla prevenzione, favorendo ad esempio la diffusione dei vaccini per HPV ed epatite; sulla corretta informazione e sulla sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti da adottare per prevenire le infezioni». Tra le strategie indicate dall’ISS figurano il potenziamento dell’offerta di test HIV, l’accesso facilitato ai percorsi di cura, il miglioramento delle attività di contact tracing e una maggiore diffusione delle vaccinazioni contro HPV, epatite A ed epatite B.
Educazione sessuale e diagnosi precoce
Nel contesto della Giornata mondiale della salute sessuale, il messaggio degli specialisti è chiaro: la prevenzione resta l’arma più efficace contro la diffusione delle infezioni. L’Iss sottolinea l’importanza di promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi legati ai rapporti non protetti, favorire l’uso corretto del preservativo, incoraggiare l’accesso ai test diagnostici e rafforzare l’educazione alla salute sessuale nelle diverse fasce d’età. Solo attraverso informazione, diagnosi tempestiva e comportamenti responsabili sarà possibile invertire il trend in crescita delle infezioni sessualmente trasmesse e ridurne l’impatto sulla salute pubblica.




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