
L’incremento più marcato
Tra tutte le IST, la crescita più significativa riguarda l'infezione da clamidia, che nel 2024 ha registrato un aumento del 41,5% rispetto all'anno precedente. Particolarmente rilevante il dato osservato tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), dove l'incremento è stato del 61,2%. L'Iss evidenzia inoltre come la prevalenza dell'infezione sia nettamente più elevata tra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni rispetto alle fasce d'età superiori: 8,3% contro il 2,7%. Si tratta di dati che confermano la necessità di rafforzare i programmi di prevenzione, screening e informazione rivolti alle fasce più giovani della popolazione.
Gonorrea quintuplicata dal 2010
In 14 anni le segnalazioni sono quintuplicate raggiungendo nel 2024 il massimo storico di 1.555 casi notificati. Solo tra il 2021 e il 2024 l'incremento della gonorrea è stato dell'84%. Un trend che riflette una diffusione crescente dell'infezione e che richiama l'attenzione sull'importanza della diagnosi tempestiva e dell'accesso ai servizi specialistici.
Ma anche la sifilide continua a rappresentare una sfida sanitaria. Tra il 2021 e il 2024 le segnalazioni di sifilide primaria e secondaria sono aumentate del 16%, con 695 nuovi casi registrati nell'ultimo anno. Oltre il 73% delle diagnosi ha riguardato la popolazione MSM.
Un legame che preoccupa
Particolarmente significativo il rapporto tra infezioni sessualmente trasmesse e HIV. Nel 2024, delle 4.981 persone con una IST sottoposte al test per l'HIV, 599 sono risultate positive, con una prevalenza del 12%. Secondo l'Iss, la prevalenza dell'infezione da HIV tra le persone con una IST confermata è circa quaranta volte superiore a quella stimata nella popolazione generale italiana. Un dato che conferma quanto la diagnosi di una malattia sessualmente trasmessa rappresenti un'importante occasione per intercettare precocemente anche eventuali infezioni da HIV.
L’Iss: «Occorre intervenire su più fronti»
A sottolineare la portata del fenomeno è Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità, che definisce «preoccupante la tendenza degli ultimi anni. Occorre agire su diversi livelli per invertire il trend: sulla diagnosi e sul trattamento precoce, che riducono il rischio di contagio; sulla prevenzione, favorendo ad esempio la diffusione dei vaccini per HPV ed epatite; sulla corretta informazione e sulla sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti da adottare per prevenire le infezioni».
Vaccini, screening e educazione sessuale tra le priorità
Nel rapporto, gli esperti indicano diverse azioni prioritarie per contrastare la diffusione delle IST. Tra queste figurano il potenziamento della diagnosi precoce, l'ampliamento dell'offerta del test HIV, il rafforzamento degli screening per le epatiti virali e la promozione della vaccinazione anti-HPV, anti-epatite B e anti-epatite A. L'Iss richiama inoltre l'attenzione sull'importanza del contact tracing, della terapia del partner e di una più diffusa educazione alla salute sessuale, fondata sull'uso corretto del preservativo, sulla riduzione dei comportamenti a rischio e su una maggiore consapevolezza del ruolo delle IST nella trasmissione dell'HIV.
La sorveglianza come strumento di sanità pubblica
Il monitoraggio nazionale si basa su due sistemi di sorveglianza coordinati dal Centro operativo AIDS (COA) dell'Iss: una sorveglianza clinica attiva dal 1991 e una sorveglianza di laboratorio operativa dal 2009. Grazie a questi strumenti è possibile seguire l'evoluzione epidemiologica delle principali infezioni sessualmente trasmesse e orientare le strategie di prevenzione e controllo. I numeri del 2024 confermano che il fenomeno è tutt'altro che sotto controllo. Per gli esperti, l'inversione della tendenza passa da una combinazione di prevenzione, accesso ai servizi, diagnosi tempestiva e maggiore consapevolezza della popolazione, soprattutto tra i più giovani.




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