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Difterite, dopo il caso Palermo boom di vaccini: esavalente in forte aumento

Quasi 13mila somministrazioni dal 17 agosto e oltre 1.500 nel weekend. I dati mostrano quanto la percezione del rischio possa modificare rapidamente i comportamenti
Infettivologia
Vaccini

La morte per difterite di una bambina di quattro anni non vaccinata a Palermo ha prodotto, nel giro di pochi giorni, un cambiamento evidente nella domanda di vaccinazioni. Dal 17 al 30 agosto nei centri dell’Asp di Palermo sono state effettuate 12.958 somministrazioni, delle quali 1.493 di vaccino esavalente. Nel solo fine settimana degli open day le vaccinazioni sono state 1.534, tutte effettuate senza prenotazione, e 653 contenevano la componente antidifterica.

Il dato assume maggiore significato se confrontato con quanto accadeva prima del caso. Dal 17 al 27 agosto l’Asp aveva registrato 9.745 vaccinazioni contro le 6.085 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 60%. Per l’esavalente l’aumento era stato ancora più marcato: 1.318 dosi contro 776, +70%. Nei primi sei mesi del 2026, invece, la crescita rispetto all’anno precedente era stata appena del 2,7%.

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Quando cambia la percezione del rischio

I numeri non consentono di attribuire ogni singola vaccinazione alla paura suscitata dal decesso. L’Asp ha contemporaneamente ampliato l’offerta, organizzato aperture straordinarie senza prenotazione e riattivato il centro vaccinale dello Zen. Anche la facilità di accesso ha quindi contribuito alla risposta.

La concentrazione dell’aumento immediatamente dopo il caso di difterite mostra però quanto rapidamente possa modificarsi la propensione alla vaccinazione quando cambia la percezione del pericolo. Una malattia diventata rara grazie alle vaccinazioni può progressivamente essere percepita come lontana o inesistente. Il ritorno di un caso grave rende improvvisamente concreto un rischio che fino a quel momento appariva teorico.

È uno dei paradossi storici della prevenzione: quanto più una misura riesce a ridurre una malattia, tanto più può diminuire nella popolazione la percezione della necessità di quella stessa misura.

Prevenire prima dell’emergenza

Il risultato degli open day dimostra contemporaneamente l’importanza dell’accessibilità. La possibilità di presentarsi senza prenotazione ha prodotto 1.534 vaccinazioni in due giorni. Il nuovo centro dello Zen, riaperto dopo sette anni, ne ha effettuate 78 nel fine settimana.

Ma proprio la rapidità della risposta pone la domanda che accompagna il caso palermitano fin dall’inizio: perché aspettare che il rischio diventi visibile attraverso una morte per recuperare le coperture?

L’antidifterica è una vaccinazione obbligatoria e i sistemi sanitari dispongono degli strumenti per individuare i bambini che non hanno completato il calendario e richiamare le famiglie. L’aumento registrato dopo il caso dimostra che una quota importante della popolazione può essere raggiunta quando informazione, percezione del rischio e facilità di accesso convergono.

La sfida della prevenzione è ottenere lo stesso risultato prima che sia un evento drammatico a ricordare perché una vaccinazione era stata introdotta.

Infettivologia
Vaccini
Commenti
RT
Roberto Taddeucci
Ridurre drasticamente i passaggi per arrivare al momento della vaccinazione . Credo sia un aspetto prioritario.
Rispondi
01/09/2026 10:09

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