
Sono 432 i casi confermati di infezione da West Nile Virus registrati in Italia dall'inizio della sorveglianza al 26 agosto, 120 in più rispetto ai 312 riportati una settimana prima. I decessi notificati sono 17, uno dei quali relativo a un caso importato. È quanto emerge dal quinto bollettino della sorveglianza coordinata dall'Istituto superiore di sanità.
Il dato segnala una forte crescita delle notifiche nell'ultima settimana, ma il confronto con il 2025 restituisce un quadro più articolato. Nello stesso periodo dello scorso anno erano infatti stati registrati 430 casi e 27 decessi: il numero complessivo delle infezioni risulta quindi pressoché sovrapponibile, mentre quest'anno è inferiore il numero delle morti.
Oltre la metà dei casi presenta una forma neuro-invasiva
Dei 432 casi confermati nel 2026, 223 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, compresi tre casi importati rispettivamente da Maldive, Francia e Belgio. Altri 144 pazienti hanno sviluppato febbre, con un caso importato dal Burkina Faso, mentre 63 infezioni asintomatiche sono state individuate attraverso i controlli sui donatori di sangue. Due casi hanno presentato altra sintomatologia.
La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive è attualmente del 7,2%, contro il 13,9% registrato nello stesso periodo del 2025. Il dato deve comunque essere interpretato tenendo conto del carattere progressivo della sorveglianza: l'ISS precisa che i numeri delle settimane precedenti vengono aggiornati con l'arrivo di nuove segnalazioni e possono quindi essere successivamente modificati.
Il confronto con la stagione precedente è significativo anche per la distribuzione clinica: al 27 agosto 2025 le forme neuro-invasive erano 193 su 430 infezioni complessive, contro le 223 registrate quest'anno.
La circolazione interessa ormai 17 Regioni
Continua intanto ad allargarsi la distribuzione territoriale del virus. Sono 66 le province nelle quali è stata dimostrata la circolazione del West Nile, distribuite tra Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Nello stesso periodo sono stati inoltre segnalati 10 casi di infezione da Usutu virus. Anche questo patogeno appartiene alle arbovirosi sottoposte a sorveglianza e condivide con West Nile parte del sistema integrato di monitoraggio umano, veterinario ed entomologico.
Il dato settimanale conferma quindi la necessità di mantenere alta l'attenzione clinica anche nelle prossime settimane. La sorveglianza viene rafforzata da maggio a novembre e l'ISS raccomanda particolare attenzione alla possibile infezione da West Nile e Usutu nella diagnosi differenziale di encefaliti, meningiti a liquor limpido, poliradicoloneuriti, quadri simil-Guillain-Barré e paralisi flaccide acute.
Per medici di famiglia, continuità assistenziale e Pronto soccorso, soprattutto nelle aree dove la circolazione del virus è già documentata, l'aumento delle segnalazioni rende quindi essenziale considerare le arbovirosi tra le ipotesi diagnostiche di fronte a quadri clinici compatibili. È anche questa la funzione della sorveglianza: non soltanto contare i casi, ma trasformare la conoscenza della circolazione del virus in maggiore capacità di intercettarli.




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