
La decisione interessa i pazienti che hanno ottenuto una risposta insufficiente, hanno successivamente perso il beneficio oppure risultano intolleranti a una terapia convenzionale o biologica. L'indicazione europea prevede lo stesso ambito clinico per la forma moderata-severa della malattia.
Una malattia cronica con andamento variabile
La colite ulcerosa è una patologia infiammatoria cronica dell'intestino che interessa il colon e può presentare fasi di attività alternate a periodi di remissione. Tra le manifestazioni più frequenti rientrano diarrea, sanguinamento rettale, dolore addominale, urgenza evacuativa e tenesmo.
La variabilità del decorso e la persistenza dell'infiammazione possono determinare un impatto rilevante sulla qualità di vita. Nei casi più complessi, il controllo della malattia può richiedere il ricorso a differenti strategie farmacologiche.
Risankizumab, bersaglio selettivo sull'interleuchina-23
Risankizumab è un anticorpo monoclonale che agisce sull'interleuchina-23 (IL-23), citochina coinvolta nei meccanismi immunitari e infiammatori alla base di diverse patologie immunomediate. Il farmaco si lega selettivamente alla subunità p19 dell'IL-23, interferendo con la sua attività.
L'autorizzazione europea per la colite ulcerosa si basa sui risultati degli studi clinici di fase III INSPIRE e COMMAND, che hanno valutato efficacia e sicurezza di risankizumab negli adulti con malattia attiva da moderata a severa. L'EMA considera il rapporto beneficio-rischio favorevole e ha incluso la colite ulcerosa tra le indicazioni terapeutiche del medicinale.
Schema terapeutico: induzione endovenosa e mantenimento sottocutaneo
Per la colite ulcerosa, il trattamento prevede una fase iniziale con 1.200 mg per infusione endovenosa alle settimane 0, 4 e 8. A partire dalla settimana 12, la terapia prosegue con somministrazione sottocutanea ogni otto settimane.
La dose di mantenimento viene scelta in funzione della risposta individuale: 180 mg nei pazienti che hanno ottenuto un adeguato miglioramento dell'attività di malattia dopo l'induzione, oppure 360 mg quando il miglioramento risulta insufficiente.
La rimborsabilità italiana amplia il percorso terapeutico
Con la nuova classificazione, risankizumab entra tra le opzioni disponibili a carico del SSN anche per la colite ulcerosa. AIFA aveva già incluso Skyrizi nella rimborsabilità per altre indicazioni; il nuovo provvedimento aggiunge quindi un ulteriore impiego nell'ambito delle malattie infiammatorie croniche intestinali.
Il farmaco è già autorizzato nell'Unione europea anche per psoriasi a placche, artrite psoriasica e malattia di Crohn, oltre che per la colite ulcerosa.
L'ampliamento dell'accesso rappresenta un elemento rilevante per la gestione dei pazienti con colite ulcerosa che non raggiungono un controllo adeguato con i trattamenti precedenti. La disponibilità di un'inibizione selettiva dell'IL-23 aggiunge così un ulteriore strumento alla strategia terapeutica delle forme attive della malattia.




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