
L’estate non è ancora finita e il grande caldo torna a farsi sentire sull’Italia. Dopo una breve pausa, le temperature sono nuovamente in aumento e raggiungeranno il picco venerdì 28 agosto, quando otto città saranno contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per il rischio sanitario legato alle alte temperature.
Le città in allerta massima
Secondo i bollettini del Ministero della Salute, venerdì saranno in allerta rossa Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Latina, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma, aree nelle quali le condizioni meteo possono rappresentare un rischio non solo per le persone fragili, ma anche per la popolazione generale. Altre nove città saranno invece in bollino arancione, una situazione che indica possibili effetti negativi sulla salute per le categorie più vulnerabili, come anziani, persone con malattie croniche e bambini piccoli. Tra queste figurano Ancona, Bologna, Firenze, Perugia e Pescara. La situazione appare più favorevole nel Centro-Nord, dove prevalgono i livelli di preallerta o di rischio ridotto. Milano, Torino e Trieste restano infatti tra le poche città classificate con bollino verde, segnale di assenza di particolari criticità legate al caldo
Temperature in aumento giorno dopo giorno
L’ondata di calore si sta intensificando progressivamente. Già nelle giornate di ieri e in quella di oggi Campobasso e Palermo risultano in allerta rossa, mentre altre città del Sud e del Centro, tra cui Bari, Cagliari e Roma, si trovano in fascia arancione. Parallelamente si riduce il numero dei centri urbani classificati in verde, a testimonianza di un peggioramento diffuso delle condizioni climatiche. I dati fanno parte del sistema nazionale di sorveglianza degli effetti del caldo sulla salute, elaborato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio nell’ambito del Piano operativo coordinato dal Ministero della Salute e attivo in 27 città italiane.
A Napoli pronto soccorso sotto pressione
Gli effetti delle alte temperature iniziano a riflettersi anche sull’attività degli ospedali. All’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, nell’ultima settimana gli accessi al pronto soccorso hanno superato quota 1.500, con un incremento del 10% rispetto alla media annuale del 2025. La media giornaliera è stata di 217 accessi, con un picco di 256 registrato il 24 agosto. Secondo quanto comunicato dall’azienda ospedaliera, tra i fattori che hanno contribuito all’aumento degli ingressi vi è proprio il caldo intenso, che colpisce in particolare le persone più fragili. I casi più frequenti riguardano anziani con patologie multiple o pregresse, spesso aggravate dalla disidratazione e dalle elevate temperature. Tra i problemi osservati figurano soprattutto le insufficienze renali e il peggioramento di condizioni cliniche già esistenti.
A confermare l’impatto dell’emergenza climatica sull’attività sanitaria è Antonio D’Amore direttore generale dell’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, che sottolinea come gli effetti del caldo si siano manifestati per tutta la stagione estiva. «Oggi siamo alle prese con le ondate di calore, che ci tengono in allerta perché fanno alzare anche di 6-7 gradi le temperature medie stagionali, ma il caldo ha inciso pesantemente sul nostro pronto soccorso in tutto il periodo estivo», afferma il manager sanitario, che sottolinea come una quota significativa dei pazienti provenga da territori esterni alla città di Napoli consolidando il fenomeno delle cosiddette "seconde cure", con persone che, dopo una prima valutazione in altre strutture, scelgono di rivolgersi successivamente al Cardarelli per completare il percorso diagnostico e terapeutico.
I soggetti fragili restano i più vulnerabili
L’episodio conferma ancora una volta come le ondate di calore rappresentino un problema sanitario oltre che meteorologico. Gli esperti raccomandano particolare attenzione per anziani, malati cronici e persone non autosufficienti, categorie maggiormente esposte a disidratazione, scompensi cardiovascolari e aggravamento di patologie preesistenti. In attesa del picco previsto venerdì, il sistema sanitario e gli organismi di monitoraggio restano in stato di attenzione per limitare gli effetti del caldo estremo sulla popolazione.




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