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Caldo, l’allerta non si ferma: Pregliasco avverte «effetti sulla salute fino a Ferragosto»

A rischio soprattutto anziani, bambini e pazienti cronici. L’esperto: «necessario rafforzare le strategie di prevenzione»
Sanità pubblica
Istituzioni

La situazione

Secondo il bollettino diffuso dal Ministero della Salute, oggi il numero dei centri urbani in allerta massima ha raggiunto il totale delle città monitorate: 27 su 27. Ieri, invece, le città in bollino rosso erano 25, mentre Messina e Reggio Calabria erano in arancione, condizione che segnala comunque un rischio meteo elevato per le categorie più fragili: anziani, malati cronici, bambini e donne in gravidanza. Domani il quadro migliorerà leggermente, con Bolzano che tornerà al giallo e il totale delle città a rischio massimo che scenderà a 26.

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Un’emergenza di sanità pubblica

Per Pregliasco l’attuale ondata di calore, che potrebbe protrarsi fino a dopo Ferragosto, va inquadrata come «una vera e propria emergenza di sanità pubblica» e non come un semplice fastidio stagionale. L’esperto spiega il meccanismo fisiologico alla base del rischio: «quando temperature elevate e notti tropicali si susseguono per diversi giorni consecutivi, l’organismo fatica sempre di più a disperdere il calore e aumenta il rischio di disidratazione, scompensi cardiovascolari e respiratori, colpi di calore e aggravamento delle patologie croniche». Le categorie più esposte restano quelle già note alla letteratura scientifica: anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con malattie cardiovascolari, respiratorie o diabete.

«Servono prevenzione e assistenza territoriale»

Il punto critico sollevato da Pregliasco riguarda la risposta istituzionale. Di fronte a ondate di calore «sempre più frequenti e durature», l’esperto sottolinea come sia «indispensabile rafforzare le strategie di prevenzione, i sistemi di allerta e la rete di assistenza territoriale». Una critica netta è rivolta all’attuale gestione del fenomeno, giudicata dallo specialista inadeguata rispetto alla portata ormai strutturale, e non più straordinaria, del problema.

L’appello

Pregliasco lancia infine un monito sulle conseguenze di un’eventuale inazione: se non si interviene subito a tutela di anziani, pazienti fragili, bambini e lavoratori all’aperto, le prossime estati — destinate a essere ancora più calde — porteranno a un aumento di accessi al pronto soccorso, ricoveri ospedalieri e, nei casi più gravi, decessi.

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