
Secondo l’OMS, gli agonisti del GLP-1 possono essere utilizzati negli adulti con obesità, definita da un indice di massa corporea pari o superiore a 30 kg/m², nell’ambito di una raccomandazione condizionata. La linea guida globale sull’obesità sottolinea inoltre che il trattamento farmacologico deve inserirsi in un percorso più ampio, comprendente interventi sullo stile di vita e supporto da parte degli operatori sanitari.
La crescente domanda sta tuttavia favorendo anche l’impiego al di fuori delle indicazioni autorizzate e dei contesti assistenziali regolamentati. Un fenomeno alimentato, secondo i comitati OMS, soprattutto dalla comunicazione sui social media e dal marketing digitale, con persone che ricercano un trattamento per la perdita di peso senza una specifica indicazione clinica o senza la prescrizione di un professionista qualificato.
Il problema delle fonti non controllate
Quando utilizzati secondo le indicazioni approvate e sotto supervisione sanitaria, gli agonisti del GLP-1 presentano un rapporto beneficio-rischio considerato favorevole. Restano comunque importanti il monitoraggio successivo all’immissione in commercio e la sorveglianza di eventuali segnali di sicurezza associati all’impiego prolungato.
Una criticità ulteriore riguarda invece l’acquisto attraverso canali informali o non autorizzati. In questi casi non è possibile garantire adeguatamente identità, qualità, purezza e titolo del medicinale, con il rischio di esposizione a prodotti substandard o falsificati. Anche l’automedicazione e l’assenza di un adeguato follow-up possono aumentare la probabilità di eventi avversi prevenibili.
L’OMS invita quindi pazienti e consumatori a rivolgersi a professionisti sanitari qualificati e a procurarsi questi medicinali esclusivamente attraverso fonti autorizzate e affidabili. La supervisione clinica consente di verificare indicazione e dosaggio, selezionare i pazienti che possono beneficiare maggiormente della terapia e monitorarne efficacia e sicurezza.
Un ruolo centrale viene attribuito anche alla farmacovigilanza. Professionisti sanitari, pazienti, autorità di sanità pubblica e titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio sono incoraggiati a segnalare gli eventi avversi attraverso i sistemi nazionali. Le segnalazioni contribuiscono a delineare il profilo di sicurezza dei medicinali anche in relazione all’uso prolungato, a nuove popolazioni o indicazioni e agli impieghi al di fuori dei contesti autorizzati.
Il richiamo dell’OMS si inserisce così in un quadro più ampio di tutela dell’appropriatezza prescrittiva e della sicurezza dei medicinali, in cui informazione basata sulle evidenze, distribuzione regolamentata e monitoraggio continuo rappresentano elementi essenziali.




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