
Nel 2025 sono state dispensate complessivamente circa 1,9 miliardi di confezioni, mentre il 66,9% degli assistiti ha ricevuto almeno una prescrizione. La spesa farmaceutica complessiva ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto al 2024. La componente pubblica ammonta a 28,4 miliardi (+5,8%), mentre la quota sostenuta direttamente dai cittadini arriva a 10,7 miliardi, in crescita del 7,5%.
Tra gli elementi di maggiore interesse figura l'evoluzione della domanda di medicinali destinati al diabete e alla gestione del peso. La spesa complessiva per gli antidiabetici è salita a 1,59 miliardi di euro, con un aumento del 34,9%. Particolarmente dinamico il mercato di semaglutide e tirzepatide: per quest’ultima, gli acquisti privati di classe A hanno raggiunto 225,5 milioni di euro, mentre la spesa a carico del SSN è stata pari a 123,4 milioni.
Nell’assistenza convenzionata, i farmaci cardiovascolari mantengono il primato sia per consumo sia per spesa. Si osserva invece una riduzione del 7,9% delle dosi giornaliere definite relative agli antibatterici sistemici, dato che si accompagna a una contrazione dell’8,6% della spesa convenzionata per questa categoria.
Anziani e popolazione pediatrica: due aree da monitorare
L’età rappresenta uno dei principali determinanti dell’esposizione farmacologica. Il 97,2% degli over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione nel 2025; il 67,7% assume contemporaneamente almeno cinque medicinali e il 27,9% è interessato da politerapia grave, con almeno dieci farmaci.
Sul fronte pediatrico, invece, il 46,3% dei bambini ha assunto almeno una terapia farmacologica. AIFA segnala una contrazione del 21,9% nell’impiego degli antinfettivi sistemici, mentre cresce il ricorso a medicinali del sistema nervoso centrale. Particolare attenzione viene dedicata anche ai farmaci respiratori: la prevalenza d’uso del 17,8% supera quella epidemiologica dell’asma, stimata al 9%, suggerendo la necessità di rafforzare l’appropriatezza prescrittiva.
Biosimilari, terapie avanzate e farmaci orfani
Il quadro dell’innovazione mostra dinamiche differenti. Nel 2025 sono stati somministrati 1.195 trattamenti con terapie avanzate, per una spesa di 222,6 milioni di euro, in aumento del 14,5%. Parallelamente, la spesa per i medicinali orfani ha raggiunto 2,55 miliardi di euro (+7,9%).
L’Italia mantiene inoltre una posizione di rilievo nell’utilizzo dei biosimilari, con una quota dei consumi pari al 71,4%, mentre rimane più contenuto il ricorso ai medicinali equivalenti. Le differenze regionali continuano a rappresentare un elemento rilevante anche sotto il profilo della compartecipazione alla spesa.
Una novità metodologica dell’edizione 2025 riguarda infine l’impiego, per la prima volta nell’analisi degli acquisti privati di classe A, dei dati di sell-out relativi al periodo 2023-2025. Secondo AIFA, questa modalità consente di fotografare più direttamente le effettive dispensazioni nelle farmacie e di ridurre le distorsioni associate alla gestione delle scorte.
Nel complesso, il Rapporto conferma la necessità di leggere l’assistenza farmaceutica attraverso più dimensioni: sostenibilità economica, appropriatezza d’impiego, accesso alle innovazioni e differenze territoriali. Un insieme di fattori che rende il monitoraggio dei consumi uno strumento centrale per orientare le future politiche del farmaco.




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