
Per molti pazienti che arrivano in pronto soccorso dopo uno svenimento, la causa resta senza risposta anche dopo gli accertamenti iniziali. Un ampio studio internazionale presentato al congresso della Società europea di cardiologia (ESC) 2026 suggerisce che un semplice monitor ECG indossabile applicato subito dopo la valutazione ospedaliera possa cambiare significativamente il percorso diagnostico dei disturbi del ritmo cardiaco.
Quando la sincope nasconde un’aritmia
La sincope rappresenta una condizione frequente nei dipartimenti di emergenza. Sebbene molti episodi siano benigni, alcuni possono essere causati da aritmie cardiache potenzialmente pericolose che spesso non sono più rilevabili quando il paziente arriva in ospedale. «Può essere difficile determinare la causa della sincope in pronto soccorso perché molte alterazioni del ritmo compaiono in modo intermittente e non sono più presenti al momento dell'arrivo del paziente. Alcune persone devono quindi attendere settimane o mesi prima di ottenere una diagnosi», ha spiegato Matthew Reed, principal investigator dello studio ASPIRED e professore presso il The Usher Institute di Edimburgo.
Lo studio
La ricerca ha coinvolto 45 ospedali del Regno Unito e oltre 2.200 pazienti con sincope inspiegata dopo la valutazione in pronto soccorso. I partecipanti sono stati assegnati a un monitoraggio cardiaco continuo di 14 giorni oppure alle procedure standard previste dalla pratica clinica. I pazienti del gruppo di intervento hanno ricevuto un piccolo dispositivo impermeabile, non invasivo e privo di cavi, in grado di registrare continuamente il ritmo cardiaco.
Diagnosi più rapide e più trattamenti appropriati
L'obiettivo principale dello studio era verificare se il monitoraggio precoce riducesse le recidive di sincope. Questo risultato non è stato raggiunto, ma sono emersi benefici clinicamente rilevanti. Il monitoraggio ha infatti più che raddoppiato l'identificazione delle aritmie cardiache clinicamente significative e ha consentito di arrivare alla diagnosi in tempi molto più brevi. Inoltre, un numero maggiore di pazienti ha ricevuto trattamenti appropriati, inclusi impianti di pacemaker e terapie antiaritmiche.
Un possibile cambio di paradigma nei pronto soccorso
«Le evidenze preliminari suggerivano già che il monitoraggio cardiaco avviato durante la permanenza in pronto soccorso fosse utile per identificare le aritmie. Lo studio ASPIRED è stato progettato proprio per verificare se applicare immediatamente un monitor ECG per 14 giorni potesse migliorare gli esiti clinici», ha dichiarato l’esperto. Secondo gli autori, questi risultati indicano che il monitoraggio ECG precoce dovrebbe essere preso in considerazione come parte integrante della gestione dei pazienti con sincope inspiegata, contribuendo a identificare più rapidamente le forme legate a disturbi del ritmo cardiaco.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.