
Dalla malattia conclamata alla prevenzione
Lo scompenso cardiaco rappresenta una sindrome clinica caratterizzata da segni e sintomi dovuti all’incapacità del cuore di svolgere adeguatamente la propria funzione. Colpisce una quota stimata tra l’1% e il 3% della popolazione adulta e continua ad avere un impatto significativo in termini di mortalità: nonostante i progressi terapeutici degli ultimi decenni, meno del 60% dei pazienti risulta ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi.
Tra gli aspetti più innovativi delle nuove linee guida emerge l'adozione di un approccio basato sugli stadi di malattia, che accompagna il paziente lungo tutto il percorso clinico, dalla fase di rischio fino alle forme più avanzate. L'obiettivo è favorire interventi sempre più tempestivi, intervenendo quando il quadro clinico non si è ancora manifestato pienamente. Come sottolineato dal professor Lars Køber, cardiologo del Rigshospitalet-Copenhagen University Hospital e presidente della task force ESC, «uno dei messaggi chiave delle linee guida 2026 è l'importanza della prevenzione e dell'avvio del trattamento il più precocemente possibile».
Addio alla categoria intermedia della frazione di eiezione
Un ulteriore cambiamento riguarda la classificazione dello scompenso cardiaco basata sulla frazione di eiezione ventricolare sinistra, parametro utilizzato per valutare la capacità di pompa del cuore. Le nuove linee guida eliminano infatti la categoria dello scompenso con frazione di eiezione lievemente ridotta, compresa tra il 41% e il 49%, presente nelle versioni precedenti del documento. Restano così due grandi fenotipi: lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta, inferiore al 50%, e lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata, pari o superiore al 50%. Come ha spiegato la professoressa Marianna Adamo dell’Università degli Studi di Brescia e degli Spedali Civili di Brescia, co-presidente della task force ESC, «la categoria della frazione di eiezione lievemente ridotta era stata introdotta per richiamare l’attenzione su pazienti storicamente poco rappresentati negli studi clinici, ma le evidenze oggi disponibili mostrano molte similitudini con lo scompenso a frazione di eiezione ridotta».
Dalla GDMT alle nuove categorie di cura
Oltre alla nuova stadiazione, le linee guida 2026 superano la storica definizione di Guideline-Directed Medical Therapy (GDMT), considerata ormai generica di fronte all'evoluzione dei trattamenti. Per offrire maggiore chiarezza prescrittiva, l'ESC introduce tre nuove classi dinamiche di intervento: terapia medica fondante, i trattamenti di prima linea sostenuti dalle evidenze più solide per la generalità dei pazienti; terapia medica aggiuntiva, opzioni mirate a specifici sottogruppi di pazienti o destinate al controllo dei sintomi e al miglioramento della qualità di vita; terapia interventistica guidata dalle linee guida, dispositivi impiantabili e procedure transcatetere.
Si parla di scompenso "scompensato"
Un importante chiarimento terminologico riguarda la gestione delle fasi critiche. La dicitura "scompenso cardiaco acuto" viene sostituita da "scompenso cardiaco scompensato". La modifica nasce dalla consapevolezza che nella maggior parte dei casi non si tratta di un evento improvviso, ma di un progressivo deterioramento della capacità del cuore di compensare i propri difetti funzionali.
Le novità terapeutiche: MRA per tutti e spazio ai GLP-1 RA
Sul fronte delle raccomandazioni farmacologiche, le linee guida recepiscono le evidenze scientifiche più recenti: viene assegnata una raccomandazione di Classe I agli antagonisti dei recettori dei mineralcorticoidi (MRA) nello scompenso cardiaco cronico, indipendentemente dal valore della frazione di eiezione; entrano con raccomandazione di Classe IIa le molecole semaglutide e tirzepatide per il trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF) associato ad obesità, si registrano aggiornamenti e revisioni delle indicazioni anche per l’impiego di digossina/digitossina, per i supporti circolatori meccanici a lungo termine e per la riparazione transcatetere della valvola mitralica (TEER).
Coinvolgimento attivo del paziente e self-care
L’aggiornamento dell'ESC attribuisce infine un ruolo centrale all’educazione sanitaria e all’autogestione della malattia (self-care). Per favorire un processo decisionale condiviso tra medico e paziente (shared decision-making), l’ESC ha pubblicato contestualmente una versione semplificata e divulgativa del documento pensata per fornire ai pazienti e ai loro caregiver gli strumenti necessari per un ruolo attivo nel percorso di cura.




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