
Il ruolo delle fragranze nelle reazioni chimiche indoor
Alla base del fenomeno ci sono i terpeni, composti organici volatili presenti nelle fragranze utilizzate sia nei detergenti tradizionali sia nei prodotti a base di oli essenziali botanici. Durante l’uso, queste sostanze vengono rilasciate nell’aria e reagiscono con l’ozono presente negli ambienti interni, dando origine a nuove particelle sospese. Lo studio è stato condotto dai ricercatori della Purdue University, negli Stati Uniti, con l’obiettivo di comprendere che cosa accada realmente all’aria che respiriamo durante le normali attività di pulizia domestica.
La casa-laboratorio
Per valutare l’impatto dei diversi prodotti, i ricercatori hanno utilizzato una piccola abitazione sperimentale dotata di cucina funzionante, bagno e pavimento in legno. In questo ambiente hanno simulato operazioni quotidiane come il lavaggio dei pavimenti, la pulizia dei piani di lavoro e l’utilizzo di spray e salviette disinfettanti. Le misurazioni hanno mostrato che queste attività possono produrre quantità enormi di particelle ultrafini, con valori che variano da miliardi a migliaia di miliardi a seconda del prodotto impiegato.
Particelle minuscole che sfuggono ai controlli
Le particelle individuate dai ricercatori hanno dimensioni comprese tra 1 e 30 nanometri. Si tratta di un intervallo dimensionale spesso escluso dalle normali valutazioni sulla qualità dell’aria indoor, ma particolarmente rilevante per il possibile impatto biologico. Gli autori sottolineano infatti che, proprio per le loro ridottissime dimensioni, queste nanoparticelle sono in grado di raggiungere le zone più profonde dell’apparato respiratorio.
Concentrazioni superiori a quelle del traffico
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dall’indagine riguarda i livelli di esposizione registrati durante le pulizie domestiche. Monitorando le particelle generate dai detergenti profumati, il team ha osservato concentrazioni di particelle ultrafini addirittura superiori a quelle misurate lungo una strada ad alta densità di traffico, pur con una composizione chimica differente. Il dato non significa che l’ambiente domestico sia più inquinato delle aree urbane trafficate in termini assoluti, ma evidenzia come alcune sorgenti di inquinamento presenti nelle abitazioni siano ancora poco conosciute e scarsamente considerate nelle valutazioni dell’esposizione quotidiana.
I possibili effetti sulla salute
Gli effetti sanitari di questo fenomeno non sono ancora completamente chiariti. Tuttavia, secondo i ricercatori, le dimensioni estremamente ridotte delle particelle consentono loro di depositarsi nelle vie respiratorie e di raggiungere in profondità i polmoni. Una volta inalate, queste particelle potrebbero contribuire a processi di irritazione e infiammazione dell’apparato respiratorio. Inoltre, gli studiosi ipotizzano che una parte di esse possa attraversare la barriera polmonare e raggiungere il flusso sanguigno, anche se sono necessari ulteriori studi per definire con precisione i rischi associati all’esposizione cronica.




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