
Una malattia in costante crescita
Lo studio, promosso dall'Accademia europea di Neurologia e condotto con il coinvolgimento di diversi centri di ricerca europei, tra cui l'Università di Duisburg-Essen, evidenzia come il parkinson continui a espandersi in tutto il continente. Nel 2019 erano circa 2,2 milioni gli adulti conviventi con la malattia nei 47 Paesi europei presi in esame. I ricercatori ricordano inoltre che il Parkinson rappresenta oggi la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa e quella che cresce più rapidamente a livello globale. In Europa la prevalenza è quasi raddoppiata negli ultimi decenni, passando da 135 casi ogni 100.000 abitanti nel 1990 a 247 casi ogni 100.000 persone.
Dove si concentra la spesa
La parte più consistente dell'impatto economico è legata ai costi diretti, che comprendono ricoveri, visite, farmaci, assistenza sociale e adattamenti delle abitazioni alle esigenze dei pazienti. Questa voce rappresenta da sola oltre tre quarti dell'intero carico finanziario della malattia, pari al 76% del totale. Nel dettaglio, nel 2019 i costi diretti sanitari e non sanitari hanno raggiunto i 17,3 miliardi di euro. A questi si sono aggiunti circa 4,4 miliardi di euro riconducibili all'assistenza informale garantita da familiari e amici, oltre a un ulteriore miliardo di euro legato alla perdita di produttività.
Il valore nascosto dei caregiver
Uno degli aspetti più significativi messi in luce dall'analisi riguarda il contributo dei caregiver. L'assistenza non retribuita fornita da parenti, amici e altre figure di supporto rappresenta quasi un quinto dell'intero impatto economico del Parkinson in Europa. Un dato che sottolinea quanto la gestione della malattia non ricada esclusivamente sui servizi sanitari, ma coinvolga in modo diretto le famiglie, chiamate spesso a garantire un supporto quotidiano e continuativo alle persone colpite dalla patologia.
Germania, Francia e Italia tra i Paesi più colpiti
L'analisi evidenzia forti differenze tra i vari Paesi europei. La Germania registra l'onere economico più elevato, con 5,7 miliardi di euro, seguita dalla Francia con 5,3 miliardi. L'Italia occupa il terzo posto con 2,6 miliardi di euro, davanti a Spagna (1,9 miliardi) e Regno Unito (1,6 miliardi). Nel complesso, questi cinque Paesi concentrano circa il 75% dell'intero costo economico del Parkinson in Europa, confermando il forte impatto della patologia nelle nazioni più popolose del continente.
Una sfida destinata a pesare sempre di più
La fotografia scattata dallo studio suggerisce che la combinazione tra invecchiamento della popolazione, aumento della prevalenza e crescente richiesta di cure potrebbe continuare ad amplificare il peso del parkinson negli anni futuri. Con quasi 29 miliardi di euro stimati per il 2025, la malattia si conferma non solo un'emergenza clinica e sociale, ma anche una delle voci di spesa più rilevanti nell'ambito delle patologie neurologiche europee.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.