
Sanità, Anaao: "Non basta aumentare la spesa, serve cambiare come si usano le risorse"
Sommario: Di Silverio commenta i dati GIMBE: investimenti insufficienti, ma fino al 25% delle risorse sarebbe impiegato in modo inappropriato. "Serve un Piano sanitario nazionale"
Alla sanità italiana servono più risorse, ma aumentare la spesa pubblica non basta se contemporaneamente non cambia il modo in cui quelle risorse vengono utilizzate. Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, interviene sull'analisi della Fondazione GIMBE sulla spesa sanitaria pubblica italiana e chiede un'"inversione di tendenza", spostando però l'attenzione dalla sola percentuale di Pil alla capacità del Servizio sanitario di trasformare gli investimenti in servizi.
"Il trend non cambia ormai da anni. Sulla spesa sanitaria occorre un'inversione di tendenza", afferma Di Silverio. Il problema, aggiunge, "non è soltanto aumentare la spesa sanitaria, ma anche il modo in cui le risorse si riversano nei servizi".
Più risorse, ma anche appropriatezza
Secondo il segretario Anaao, il SSN deve affrontare contemporaneamente due problemi: l'insufficienza degli investimenti e l'appropriatezza nell'impiego delle risorse disponibili. "Si stima che fino al 25% siano impiegate in modo inappropriato", sostiene Di Silverio, indicando tra le cause anche prestazioni riconducibili al "consumismo sanitario".
Da qui la presa di distanza da una lettura del finanziamento fondata esclusivamente sul rapporto tra spesa sanitaria e Pil. "Non siamo d'accordo con questa campagna percentualistica: con i numeri percentuali non si risolvono i problemi di salute. Bisogna comprendere quali siano le esigenze dei cittadini e dare loro risposte". Il riferimento è ai dati diffusi da GIMBE, secondo cui nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del Pil, collocando il Paese nelle ultime posizioni europee e ampliando la distanza rispetto alle principali economie continentali.
Territorio e ospedali, Anaao chiede una riorganizzazione
Per Di Silverio l'aumento delle risorse dovrebbe quindi essere accompagnato da una revisione dell'organizzazione dell'assistenza. A partire dal territorio, anche per ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso. "Un'esigenza è non andare in pronto soccorso per qualunque piccolo problema di salute e poi sostare lì per otto ore. A ciò si risponde investendo sulla medicina del territorio", osserva il segretario Anaao.
Parallelamente occorre intervenire sull'organizzazione degli ospedali e sulla programmazione, costruendo una mappa dei bisogni sanitari che tenga conto sia delle aree disagiate sia della diversa incidenza delle patologie. È una funzione che, secondo Di Silverio, dovrebbe essere affidata a un Piano sanitario nazionale, strumento di programmazione del quale denuncia l'assenza da circa quindici anni.
"Senza professionisti gli investimenti non bastano"
Resta infine la questione del personale. Il finanziamento del SSN, secondo Anaao, deve tradursi anche in un maggiore riconoscimento economico dei professionisti sanitari, soprattutto se si vuole contrastare la fuga dagli ospedali pubblici.
"Se non vengono pagati adeguatamente andranno via dagli ospedali e allora non possiamo lamentarci dei gettonisti", conclude Di Silverio.




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