
Il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza fotografa ogni anno le differenze tra i sistemi sanitari regionali. Ma una volta individuate le Regioni in difficoltà, quali strumenti vengono messi in campo per consentire loro di recuperare i ritardi? È la questione posta da Anaao Assomed dopo la pubblicazione dei dati relativi al 2024, che mostrano un miglioramento complessivo nell’assistenza territoriale e nella prevenzione, ma confermano la persistenza di forti differenze tra le Regioni.
Il sindacato propone di utilizzare i risultati del monitoraggio non soltanto per individuare le inadempienze, ma per intervenire sulle cause che impediscono ad alcuni territori di garantire adeguatamente le prestazioni sanitarie.
Lea, il divario territoriale resta il problema principale
Secondo il segretario nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio, i risultati devono essere letti tenendo conto delle profonde differenze esistenti tra i sistemi sanitari regionali. Il monitoraggio valuta separatamente assistenza ospedaliera, territoriale e prevenzione, senza consentire di compensare un risultato insufficiente in un’area con una buona performance nelle altre.
Un principio di rigore che Anaao condivide, ma che, secondo il sindacato, deve essere accompagnato dall’analisi delle ragioni che determinano le insufficienze. "Non si può mettere sullo stesso piano una regione del Nord con carenze specifiche e una regione del Sud gravata da anni di sottofinanziamento, carenza cronica di personale e fuga di specialisti", afferma Di Silverio.
Particolare attenzione viene riservata all’assistenza territoriale, dove la Calabria resta l’unica Regione sotto la soglia di sufficienza nonostante il miglioramento registrato rispetto all’anno precedente.
Dalla fotografia dei problemi agli interventi durante l’anno
La prima proposta di Anaao riguarda i piani di rientro. Secondo il sindacato, le Regioni sotto soglia dovrebbero ricevere risorse aggiuntive vincolate al recupero delle carenze, anziché essere sottoposte esclusivamente al rischio di perdere quote premiali.
A questo dovrebbe affiancarsi un piano straordinario di investimenti sul personale nelle Regioni e nei settori maggiormente in difficoltà, a partire dalla prevenzione. Anaao propone inoltre di superare il monitoraggio effettuato soltanto a consuntivo, introducendo verifiche durante l’anno che consentano di individuare le criticità e adottare correttivi prima che il risultato negativo sia definitivamente acquisito.
Dati uniformi per confrontare le Regioni
Un’altra questione riguarda la qualità delle informazioni utilizzate per valutare i sistemi sanitari regionali. Gli indicatori dipendono infatti dalla completezza dei flussi trasmessi dalle Regioni. Sistemi informativi meno efficienti possono quindi incidere sulla qualità e sulla confrontabilità dei dati raccolti. "Prima di misurare, bisogna garantire che tutti misurino allo stesso modo", osserva Di Silverio.
Per questo Anaao chiede una maggiore uniformità dei sistemi informativi regionali, considerata una condizione necessaria per rendere realmente equo il confronto tra i territori.
Piani finanziati e personale per ridurre le disuguaglianze
L’ultima proposta riguarda il superamento degli interventi emergenziali sulle liste d’attesa e sui percorsi diagnostico-terapeutici, sostituendoli con strumenti strutturali che non dipendano dalla disponibilità e dal sovraccarico dei singoli professionisti. La posizione del sindacato sposta quindi il confronto dall’affidabilità del sistema di valutazione alle conseguenze concrete dei suoi risultati.
"Il Nuovo Sistema di Garanzia è uno strumento utile, ma da solo non basta a colmare le disuguaglianze", conclude Di Silverio. Senza investimenti sul personale e un riequilibrio delle risorse, il rischio è che il monitoraggio continui a registrare ogni anno gli stessi divari senza riuscire a modificarli.




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