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Crisi del personale sanitario, Aisi: pubblico e privato non sono avversari

L’associazione delle imprese sanitarie parte dai dati Gimbe sui 33 miliardi persi dal personale in dodici anni per chiedere un sistema capace di integrare tutte le competenze disponibili
Sanità pubblica

La crisi del personale sanitario riapre il confronto sul rapporto tra pubblico e privato. A partire dai dati presentati nei giorni scorsi dalla Fondazione Gimbe, che ha stimato in 33 miliardi di euro le risorse non destinate al personale tra il 2012 e il 2024 rispetto al mantenimento della quota di spesa del 2012, l’Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti (Aisi) chiede di superare la contrapposizione tra i diversi soggetti che operano nella sanità italiana.

Secondo l’associazione, la carenza di professionisti e la perdita di attrattività del Servizio sanitario nazionale hanno ormai raggiunto dimensioni tali da mettere in discussione la sostenibilità dell’intero sistema. Aisi richiama, oltre ai dati Gimbe sui 33 miliardi, la presenza di oltre 90 mila medici che operano fuori dal Ssn, la carenza stimata di 5.700 medici di medicina generale, le difficoltà di reclutamento degli infermieri e il ricorso ai gettonisti, che nel biennio 2024-2025 ha assorbito oltre un miliardo di euro.

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La crisi del personale riapre il confronto tra pubblico e privato

Per la presidente di Aisi Karin Saccomanno, i dati confermano una situazione che le imprese sanitarie sperimentano da tempo. "Il tema non è scegliere tra sanità pubblica e sanità privata. La vera sfida è costruire un sistema capace di mettere in rete tutte le competenze disponibili", afferma.

Una posizione che parte dalla necessità di rafforzare il servizio pubblico attraverso investimenti strutturali, ma chiede contemporaneamente un maggiore riconoscimento del ruolo svolto dagli operatori privati.

"Il pubblico va rafforzato con investimenti strutturali, perché rappresenta il pilastro dell’universalità delle cure", sottolinea Saccomanno. Allo stesso tempo, secondo la presidente di Aisi, il privato accreditato e quello che opera fuori dal Ssn non possono essere considerati soggetti marginali rispetto alla risposta ai bisogni assistenziali.

Il problema delle risorse e quello dei professionisti

Il punto di partenza resta la progressiva riduzione del peso della spesa per il personale all’interno della sanità pubblica. Secondo Gimbe, tra il 2012 e il 2024 la quota destinata ai professionisti è passata dal 39,7% al 36,6% della spesa sanitaria complessiva. Una riduzione che ha accompagnato la crescente difficoltà del Ssn nel trattenere medici e infermieri e nel rendere nuovamente attrattive alcune professioni e specialità.

La posizione di Aisi sposta però il confronto un passo più avanti: di fronte a una disponibilità limitata di professionisti, è ancora possibile ragionare separatamente sulle risorse umane del pubblico e del privato? Per l’associazione la risposta è negativa. La crisi richiede invece un’organizzazione capace di utilizzare le competenze disponibili nei diversi settori, mantenendo il ruolo centrale del servizio pubblico nella garanzia dell’universalità delle cure.

Un confronto destinato a diventare sempre più centrale

Il rapporto tra pubblico e privato è destinato a occupare uno spazio crescente nel dibattito sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. La carenza di personale rende infatti sempre più evidente che le diverse componenti del sistema sanitario competono anche per una risorsa limitata: medici, infermieri e altri professionisti.

È su questo terreno che la proposta di una maggiore integrazione dovrà misurarsi con una questione ancora aperta: come utilizzare le risorse del privato per aumentare la capacità complessiva di risposta ai bisogni di salute senza indebolire ulteriormente la capacità del servizio pubblico di attrarre e trattenere i professionisti.

Sanità pubblica
Commenti
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Dopo 40 anni politici e sindacati hanno fatto la loro scelta adesso bisogna pagarne le conseguenze adesso resta a pagare le conseguenze
Rispondi
14/07/2026 08:59

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