|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Case di comunità, Smi diffida le Asl: "Più tutele per i MMG"

La richiesta dello SMI: garantire ai medici di medicina generale che lavorano nelle Case di comunità le stesse tutele previste per gli specialisti ambulatoriali e per i medici dei servizi.
Sindacato

La contestazione riguarda l’accordo nazionale sull’attività dei medici di famiglia nelle nuove strutture territoriali, che lo Smi non ha sottoscritto. Secondo il sindacato, il vincolo orario previsto modifica sostanzialmente il rapporto professionale senza riconoscere adeguate garanzie previdenziali, assicurative e di sicurezza sul lavoro.

Il vincolo orario nelle Case di comunità

pubblicità

L’accordo prevede che i medici di medicina generale svolgano una parte della propria attività all’interno delle Case di comunità, contribuendo al funzionamento delle équipe multiprofessionali e alla presa in carico dei pazienti. Per lo Smi, però, l’obbligatorietà delle ore introduce elementi tipici del lavoro subordinato all’interno di un rapporto che continua formalmente a essere libero-professionale.

"L’introduzione di un vincolo orario obbligatorio per l’impiego dei medici di medicina generale nelle Case di comunità altera la natura libero-professionale del medico, trasformandola di fatto in un rapporto di lavoro subordinato senza però riconoscerne le tutele", sostiene il sindacato.

Previdenza, assicurazioni e sicurezza sul lavoro

La richiesta è di estendere ai MMG impiegati nelle strutture Asl le garanzie già riconosciute agli specialisti ambulatoriali e ai medici dei servizi. Lo Smi indica in particolare tre ambiti: tutela previdenziale, copertura assicurativa e sicurezza sul lavoro.

Il sindacato ritiene infatti che l’attività svolta stabilmente all’interno delle Case di comunità non possa essere regolata soltanto attraverso l’imposizione di un orario, senza definire con chiarezza responsabilità, coperture e condizioni operative.

La diffida alle Aziende sanitarie

Da qui la decisione di avviare azioni nei confronti delle Asl affinché applichino ai medici di assistenza primaria le stesse tutele previste per altre categorie che operano nelle strutture aziendali. "Chiediamo che si equiparino i diritti dei medici di medicina generale, che operano obbligatoriamente nelle Case di comunità, a quelli degli specialisti ambulatoriali e dei medici dei servizi che lavorano all’interno delle strutture Asl", conclude lo Smi.

La presa di posizione riporta così l’attenzione su uno degli aspetti ancora più controversi della riforma dell’assistenza territoriale: il modo in cui integrare i medici di famiglia nelle Case di comunità senza lasciare irrisolto il rapporto tra autonomia professionale, vincoli organizzativi e tutele del lavoro.

Sindacato
Commenti

I Correlati

MMG, SMI annuncia sciopero a settembre contro l'accordo sulle Case di Comunità
Sindacato
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Medici di famiglia, SMI conferma lo sciopero del 15 e 16 settembre
Sindacato
Medici di famiglia, SMI conferma lo sciopero del 15 e 16 settembre
Fallita la conciliazione al Ministero del Lavoro. Smi conferma due giorni di sciopero contro l'ACN sulle Case di Comunità e il debito orario
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Sanità pubblica
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Di Silverio: la stabilità politica non si è tradotta in stabilità per il SSN. Personale, salari e organizzazione restano le principali criticità
Assistente infermiere, Nursing Up ricorre al Consiglio di Stato. Ma il fronte resta diviso
Professione
Assistente infermiere, Nursing Up ricorre al Consiglio di Stato. Ma il fronte resta diviso
Dopo la bocciatura del Tar, De Palma annuncia l'appello contro la nuova figura. NurSind e FNOPI difendono invece il modello: "È un supporto, non sostituisce l'infermiere"
Infermieri, mancano quasi 5mila posti rispetto al fabbisogno delle Regioni
Sindacato
Infermieri, mancano quasi 5mila posti rispetto al fabbisogno delle Regioni
Nursing Up: 20.672 posti nei corsi di laurea contro un fabbisogno di 25.479. Ma resta anche il problema dell'attrattività: nell'ultimo anno meno candidati che posti disponibili

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.