
Entra nel vivo il negoziato per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'Area Sanità 2025-2027, che interessa la dirigenza medica, veterinaria, sanitaria non medica e delle professioni sanitarie. Nel corso dell'ultimo incontro all'Aran, il confronto si è concentrato su alcuni dei capitoli destinati a caratterizzare il nuovo contratto, mentre dal fronte sindacale iniziano ad arrivare le prime richieste di ampliamento delle tutele, con particolare riferimento ai medici specializzandi.
Relazioni sindacali, intelligenza artificiale e incarichi
Secondo quanto riferito dall'Aran, il tavolo negoziale ha affrontato tre temi considerati strategici per l'evoluzione del Servizio sanitario nazionale. Il primo riguarda le relazioni sindacali, con l'obiettivo di ridefinire gli strumenti di partecipazione e confronto tra amministrazioni e rappresentanze della dirigenza sanitaria.
Per la prima volta entra inoltre nel negoziato in maniera strutturata il tema dell'intelligenza artificiale, chiamata a trovare una collocazione nel contratto per accompagnare l'innovazione tecnologica nelle strutture sanitarie, mantenendo al centro autonomia professionale e responsabilità clinica dei dirigenti.
Tra gli argomenti affrontati figura anche il sistema degli incarichi dirigenziali, con particolare attenzione ai criteri di conferimento, valutazione e revoca e alla proposta di una progressione di carriera finalizzata a valorizzare l'esperienza professionale maturata dai dirigenti medici e sanitari.
Lo Smi: "Il contratto consideri anche gli specializzandi"
Parallelamente all'avvio del confronto sui contenuti del contratto, il Sindacato Medici Italiani (Smi) chiede che il negoziato affronti anche la posizione dei medici in formazione specialistica.
Secondo Fabiola Fini, vicepresidente della Federazione Veterinari e Medici e vice segretario nazionale dello Smi, il nuovo contratto dovrebbe prevedere misure dedicate agli specializzandi, con l'obiettivo di riconoscere loro diritti e tutele analoghi a quelli della dirigenza medica.
Il sindacato richiama le condizioni di lavoro di circa 50 mila medici specializzandi, evidenziando retribuzioni considerate insufficienti, carichi di lavoro elevati e prospettive professionali che, secondo lo Smi, rischiano di alimentare la fuga verso il settore privato o l'estero.
Tra le richieste figura anche il superamento delle limitazioni che riguardano gli specializzandi assunti con il cosiddetto Decreto Calabria, ai quali oggi non è consentito svolgere attività libero-professionale né in regime intramoenia né extramoenia.
Prossimi passaggi
Il confronto tra Aran e organizzazioni sindacali proseguirà nelle prossime settimane con l'obiettivo di definire il nuovo contratto della dirigenza sanitaria. L'apertura del negoziato sui contenuti e le prime richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali delineano una trattativa destinata a confrontarsi non solo sugli aspetti economici, ma anche sull'organizzazione del lavoro, sull'innovazione tecnologica e sulla valorizzazione delle competenze professionali.




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