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Adolescenti e immagine corporea: per uno su quattro il corpo bello è "magro"

Un'indagine del progetto Food For Fine di Terre des Hommes evidenzia il peso della pressione estetica sul benessere psicologico dei giovani. Le ragazze risultano le più esposte, mentre quasi sette insegnanti su dieci hanno osservato casi di disturbi
Salute

La ricerca, condotta nelle scuole secondarie di secondo grado delle province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco, ha coinvolto 415 studenti e 69 insegnanti, restituendo l'immagine di una generazione fortemente influenzata dai modelli estetici e dalla pressione sociale legata all'aspetto fisico.

La magrezza resta il principale ideale di bellezza

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Alla domanda su quali parole associassero all'idea di "corpo bello", il termine più citato dagli studenti è stato "magro". Circa un adolescente su quattro identifica infatti la magrezza come principale caratteristica di un corpo ideale, mentre solo uno su cinque collega la bellezza alla salute.

L'importanza attribuita all'aspetto fisico emerge anche dal rapporto con l'attività sportiva: il 77% degli studenti pratica sport e, accanto al piacere dell'attività, circa il 60% dichiara di allenarsi anche per migliorare o mantenere la propria forma fisica.

Le ragazze mostrano maggiore fragilità

L'indagine evidenzia una marcata differenza di genere.

Le ragazze riportano livelli inferiori di benessere rispetto ai coetanei maschi sotto diversi aspetti: soddisfazione del proprio corpo, rapporto con il cibo e benessere psicologico.

Particolarmente significativo il dato relativo alla soddisfazione corporea, che tra le ragazze si colloca sotto la soglia considerata di benessere, indicando una maggiore vulnerabilità rispetto alla pressione esercitata dagli standard estetici.

Anche gli indicatori relativi al benessere psicologico risultano più bassi nella popolazione femminile, confermando un impatto più intenso della ricerca della perfezione sull'equilibrio emotivo.

Il cibo tra piacere e disagio

Per la maggior parte degli adolescenti il cibo mantiene una dimensione positiva, associata al gusto, alla convivialità e al piacere.

Tuttavia, per circa un ragazzo su cinque il cibo è collegato ad ansia, paura, disagio o rappresenta uno sfogo emotivo. A questo si aggiunge un ulteriore gruppo di studenti che associa l'alimentazione prevalentemente al controllo del peso, alle calorie e alla dieta.

Secondo gli autori dello studio, questi dati evidenziano come il rapporto con il cibo possa diventare terreno di fragilità psicologica ben prima dell'insorgenza di un disturbo alimentare conclamato.

Social media e integratori

L'indagine ha analizzato anche il ruolo dei contenuti digitali.

Circa la metà degli adolescenti conosce coetanei che utilizzano integratori o prodotti per dimagrire o migliorare il proprio aspetto fisico, mentre il 18% dichiara di farne uso personalmente.

I ricercatori evidenziano inoltre una correlazione tra l'esposizione frequente a contenuti social dedicati a diete, integratori e forma fisica e livelli più bassi di benessere psicologico, soddisfazione corporea e serenità nel rapporto con il cibo.

Gli insegnanti osservano il disagio, ma chiedono più formazione

Anche il punto di vista dei docenti conferma la crescente diffusione del disagio psicologico tra gli studenti.

Oltre il 90% degli insegnanti riferisce un aumento delle difficoltà di concentrazione negli ultimi anni, mentre episodi depressivi e attacchi di panico vengono segnalati come sempre più frequenti.

Quasi sette insegnanti su dieci dichiarano inoltre di aver avuto in classe studenti con casi sospetti o già diagnosticati di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione negli ultimi tre anni.

Nonostante ciò, circa la metà dei docenti afferma di conoscere poco o nulla il tema e solo una piccola percentuale ha ricevuto una formazione specifica organizzata dalla scuola.

La prevenzione parte dalla scuola

Secondo gli autori dell'indagine, il corpo rappresenta oggi uno dei principali luoghi attraverso cui gli adolescenti esprimono il proprio disagio. Immagine di sé, confronto continuo con gli altri, social network e modelli estetici irrealistici influenzano profondamente il benessere psicologico, soprattutto delle ragazze.

Per questo il progetto Food For Fine punta a rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, promuovendo percorsi di formazione per insegnanti e interventi dedicati agli studenti prima che il disagio evolva in una vera e propria patologia.

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