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Estate e social, l’allarme degli esperti: più tempo online può aumentare i rischi per la salute mentale dei minori

Salute Annalucia Migliozzi | 16/06/2026 12:33

Con la fine dell’anno scolastico aumenta il tempo trascorso online da bambini e adolescenti. Gli specialisti della neuropsichiatria infantile richiamano l’attenzione sui rischi legati all’iperconnessione e chiedono un’educazione digitale più efficace

La pausa estiva rappresenta per molti adolescenti un periodo di maggiore libertà, ma anche una fase in cui cresce l’esposizione a social network, piattaforme digitali e contenuti potenzialmente dannosi. È il messaggio lanciato dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) e dall’Istituto di Neuropsichiatria Infantile “Giovanni Bollea” del Policlinico Umberto I di Roma, che invitano famiglie e istituzioni a promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie digitali.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, tra il 2018 e il 2022 la quota di adolescenti con un uso problematico dei social media è aumentata dal 7% all’11%, con una prevalenza maggiore tra le ragazze. Tale fenomeno è frequentemente associato a disturbi del sonno, sintomi ansioso-depressivi, riduzione del benessere psicologico e peggioramento del rendimento scolastico.

Le più recenti evidenze scientifiche indicano inoltre che l’esposizione ripetuta a contenuti che promuovono autolesionismo o comportamenti suicidari può influenzare negativamente i giovani più vulnerabili. Studi pubblicati nel 2025 suggeriscono una correlazione tra la fruizione di questi materiali e l’aumento, nel breve periodo, di pensieri autolesivi e impulsi suicidari.

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Gli specialisti sottolineano come il problema non riguardi esclusivamente la quantità di tempo trascorsa online, ma soprattutto la qualità dei contenuti visualizzati e il contesto educativo in cui avviene l’esperienza digitale. In età adolescenziale il cervello è particolarmente sensibile ai meccanismi di ricompensa e al bisogno di approvazione sociale, mentre le capacità critiche e di autoregolazione sono ancora in fase di sviluppo.

Tra i fenomeni osservati con maggiore preoccupazione figurano l’“effetto trigger”, che può innescare comportamenti a rischio in soggetti fragili, il cosiddetto contagio sociale, favorito dalla normalizzazione del disagio psicologico, e la diffusione di community online che amplificano vulnerabilità già presenti.

Accanto ai rischi, gli esperti riconoscono tuttavia il valore positivo delle piattaforme digitali come strumenti di socializzazione, inclusione e accesso alle informazioni. Per molti ragazzi, soprattutto quelli più isolati, il web rappresenta infatti uno spazio di confronto e sostegno.

Per questo motivo SINPIA propone un approccio educativo equilibrato, basato sull’accompagnamento degli adulti piuttosto che sul divieto assoluto. Tra le raccomandazioni rivolte alle famiglie figurano il rispetto dei limiti d’età delle piattaforme, la creazione di momenti quotidiani privi di schermi, la protezione del sonno evitando smartphone in camera da letto e l’attenzione a segnali come irritabilità, isolamento sociale e controllo compulsivo delle notifiche.

Gli specialisti chiedono inoltre interventi strutturali, tra cui l’introduzione dell’educazione digitale nelle scuole, una maggiore trasparenza degli algoritmi e il rafforzamento dei servizi di neuropsichiatria infantile. L’obiettivo è costruire un ecosistema digitale più sicuro, capace di sostenere la crescita dei minori senza rinunciare alle opportunità offerte dalla tecnologia.

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