|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Annegamenti in Italia: 600 vittime in due anni. Ecco i comportamenti che possono salvare la vita

I dati dell’Iss mostrano un fenomeno stabile ma prevenibile: errori frequenti, gruppi più esposti e regole da seguire per ridurre i rischi
Salute

"Negli ultimi due anni oltre 600 annegamenti in Italia". Il richiamo arriva dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che nella sua ultima relazione fotografa un fenomeno diffuso e ancora sottovalutato: numeri elevati, dinamiche ricorrenti e molti episodi evitabili con comportamenti più attenti. Nel biennio 2024-2025 si contano 604 decessi per annegamento, un dato che conferma un trend sostanzialmente stabile negli ultimi vent’anni. Non si tratta quindi di un’emergenza improvvisa, ma di un rischio costante che continua a colpire in modo trasversale diverse fasce della popolazione.

I numeri

pubblicità

Dal report emerge una forte prevalenza maschile: oltre l’80% delle vittime è costituito da uomini. Il dato è spesso associato a comportamenti imprudenti o a una sottovalutazione del pericolo. Per quanto riguarda l’età, circa il 30% degli episodi coinvolge persone sopra i 65 anni, mentre il 23% riguarda bambini e giovani fino a 24 anni. Si tratta quindi di due gruppi particolarmente vulnerabili, anche se per motivi diversi: fragilità fisica nel caso degli anziani e scarsa percezione del rischio nei più giovani.

Dove avvengono gli incidenti

La maggior parte degli annegamenti si registra in mare (281 casi) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% degli episodi. Le piscine, pur con numeri inferiori (37 casi), restano un contesto critico soprattutto per bambini e adolescenti. Tra le cause principali figurano i malori improvvisi in acqua (quasi il 45% dei casi), seguiti da cadute, condizioni meteo avverse e difficoltà nel rientro a riva, spesso dovute a correnti di ritorno. Un dato significativo riguarda il mancato rispetto delle segnalazioni di pericolo: in circa il 6% dei casi era presente la bandiera rossa, ma è stata ignorata.

Le aree più coinvolte

In termini assoluti, alcune regioni registrano numeri più elevati: Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio guidano la classifica, seguite da Puglia, Sardegna, Sicilia ed Emilia-Romagna. Un dato che riflette la diffusione del fenomeno anche lontano dalle coste, confermando il ruolo rilevante delle acque interne.

Bambini: sorveglianza continua e prevenzione domestica

Per i più piccoli, la prevenzione parte dalla supervisione costante. Anche brevi distrazioni possono avere conseguenze fatali: ogni anno in Italia si registrano in media 16 decessi tra bambini da 0 a 14 anni legati ad annegamento. Gli esperti raccomandano di individuare sempre un adulto con il compito esclusivo di controllare chi è in acqua. Inoltre, nelle piscine private o condominiali, la recinzione rappresenta una misura di sicurezza fondamentale. Un altro elemento chiave è l’educazione precoce all’acqua: imparare a nuotare e sviluppare familiarità con l’ambiente acquatico riduce significativamente il rischio.

Comportamenti a rischio

Tra adolescenti e adulti, molti incidenti sono legati a comportamenti evitabili. Ignorare la bandiera rossa o fare il bagno con il mare mosso aumenta drasticamente il pericolo, non solo per sé stessi ma anche per eventuali soccorritori.

Alcol e sostanze stupefacenti rappresentano un ulteriore fattore di rischio, alterando riflessi, equilibrio e capacità di giudizio. Anche i tuffi in acque sconosciute possono provocare gravi traumi, inclusi danni irreversibili alla colonna vertebrale. In caso di difficoltà, ad esempio per una corrente di ritorno, è fondamentale mantenere la calma e nuotare lateralmente, evitando di contrastare direttamente la corrente.

Anziani: attenzione ai segnali del corpo

Nella popolazione meno giovane, gli episodi sono spesso legati a malori improvvisi. Per questo è importante evitare sforzi e immersioni in condizioni difficili, oltre a consultare il medico in presenza di patologie. Il numero di incidenti in questa fascia resta significativo, con circa 120 eventi all’anno legati a problemi di salute insorti in acqua.

Regole valide per tutti: informazione e prudenza

Alcuni comportamenti sono trasversali a tutte le età. Non fare mai il bagno da soli, scegliere aree sorvegliate e leggere attentamente la cartellonistica sono precauzioni semplici ma efficaci. Particolare attenzione è richiesta nei fiumi, dove le basse temperature e le correnti possono provocare shock termico e difficoltà improvvise. Anche la scelta della spiaggia è importante: privilegiare luoghi gestiti e con servizi di sicurezza attivi riduce i rischi.

Prevenzione possibile con gesti semplici

Il quadro delineato dall’Iss evidenzia che molte tragedie potrebbero essere evitate con comportamenti più consapevoli. La prevenzione non richiede interventi complessi, ma attenzione, informazione e rispetto delle regole. Ridurre il numero degli annegamenti è un obiettivo concretamente raggiungibile: passa da scelte individuali corrette e da una cultura della sicurezza in acqua ancora troppo poco diffusa.

Salute
Commenti
MP
Mariagrazia Pala
Come categoria promuovere a livello politico azioni preventiveEducazione scolastica in primisCorsi di primo soccorso capillari Impiegare i percettori di reddito abili o altre tutele del reddito in lavori socialmente utili quali sorveglianza delle zone balneabili con corsi di bls
Rispondi
15/06/2026 08:16

I Correlati

Cyberbullismo e salute mentale, Iss e Ministero: il digitale come nuova determinante di salute
Salute
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Malnutrizione in ospedale: la terapia nutrizionale precoce può salvare una vita ogni 37 pazienti trattati
Salute
Malnutrizione in ospedale: la terapia nutrizionale precoce può salvare una vita ogni 37 pazienti trattati
Lo studio EFFORT conferma il valore clinico della nutrizione personalizzata nei pazienti ricoverati a rischio malnutrizione. Alla conferenza europea ONCA 2026 la SINPE richiama la necessità di integrare lo screening nutrizionale nei percorsi di cura.
Ictus e sessualità: un tema ancora poco affrontato nella riabilitazione
Salute
Ictus e sessualità: un tema ancora poco affrontato nella riabilitazione
Quando si parla di ictus, l'attenzione è rivolta soprattutto alla tempestività delle cure, al recupero motorio e alla riabilitazione neurologica. Esiste però un aspetto fondamentale che continua a rimanere in secondo piano: la sessualità e la vita af
Beauty, il mercato cambia pelle: salute, tecnologia e community guidano la nuova crescita
Salute
Beauty, il mercato cambia pelle: salute, tecnologia e community guidano la nuova crescita
Dal Beauty Connect di Retail Hub emerge un settore sempre più orientato al benessere, alla longevity e all'intelligenza artificiale. Il prodotto non basta più: oggi contano esperienza, personalizzazione e relazione con il consumatore.
Adolescenti e immagine corporea: per uno su quattro il corpo bello è "magro"
Salute
Adolescenti e immagine corporea: per uno su quattro il corpo bello è "magro"
Un'indagine del progetto Food For Fine di Terre des Hommes evidenzia il peso della pressione estetica sul benessere psicologico dei giovani. Le ragazze risultano le più esposte, mentre quasi sette insegnanti su dieci hanno osservato casi di disturbi

Siamo oltre 150.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.

Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.

Lorem Ipsum dolor sit amet

Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.