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Anziani, udito, cadute e disfagia tra i segnali da non sottovalutare: gli specialisti SIONG puntano sulla diagnosi precoce della fragilità

Il II Congresso della Sezione Triveneta della Società Italiana Oto-Neuro-Geriatria richiama l'attenzione sui sintomi che possono anticipare perdita di autonomia e declino cognitivo. Esperti a confronto a Portogruaro.
Salute

È il messaggio lanciato dalla Società Italiana Oto-Neuro-Geriatria (SIONG) in occasione del II Congresso della Sezione Triveneta a Portogruaro (Venezia), che ha riunito geriatri, neurologi e otorinolaringoiatri per affrontare in maniera multidisciplinare le nuove esigenze di salute della popolazione anziana.

Un Paese sempre più anziano

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L'Italia continua a registrare un progressivo invecchiamento della popolazione. Oggi gli over 65 sono circa 14,8 milioni, pari a un quarto dei residenti. In Veneto rappresentano già il 25% della popolazione e, secondo le stime, potrebbero raggiungere il 35% entro il 2050.

In questo scenario, sottolineano gli esperti, la medicina deve concentrarsi non solo sulla cura delle singole patologie, ma sulla conservazione dell'autonomia, della mobilità, della comunicazione e della qualità della vita.

Cadute: spesso il primo campanello d'allarme

Uno dei temi centrali del congresso riguarda le cadute nell'anziano, spesso considerate eventi accidentali ma frequentemente legate a una fragilità già presente.

Le cause possono essere molteplici: disturbi dell'equilibrio, deficit visivi e uditivi, ipotensione, deterioramento cognitivo, perdita di massa muscolare, effetti dei farmaci o patologie neurologiche.

Secondo Alberto Cester, geriatra e fisiatra, una caduta rappresenta spesso "il punto di arrivo di una fragilità non riconosciuta". Per questo è fondamentale intervenire prima dell'evento, attraverso una valutazione multidisciplinare che analizzi postura, equilibrio, forza muscolare, stato cognitivo, terapia farmacologica, vista e udito.

L'udito come indicatore di salute cerebrale

Grande attenzione è dedicata anche alla presbiacusia, la perdita progressiva dell'udito legata all'età.

Gli specialisti ricordano che l'ipoacusia non trattata non compromette soltanto la comunicazione, ma può favorire isolamento sociale, depressione e declino cognitivo. Una diagnosi precoce e una corretta protesizzazione rappresentano quindi strumenti importanti per preservare le funzioni cognitive.

Nel congresso saranno affrontati anche i disturbi dell'equilibrio, le apnee ostruttive del sonno (OSAS) e le loro possibili ricadute sulla salute cardiovascolare e neurologica.

Disfagia e malnutrizione

Tra i segnali da monitorare rientra anche la disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire, particolarmente frequente negli anziani fragili e nei pazienti con malattie neurologiche come ictus, Parkinson e demenze.

La disfagia può aumentare il rischio di malnutrizione, disidratazione e polmonite da aspirazione, rendendo necessarie valutazioni specialistiche e percorsi riabilitativi dedicati.

Neurologia e diagnosi precoce

Il congresso ha dedicato spazio anche alle più recenti innovazioni nella diagnosi e nel trattamento delle patologie neurologiche dell'anziano, tra cui ictus, malattia di Alzheimer e Parkinson.

Secondo gli specialisti, biomarcatori, nuove tecniche di imaging e applicazioni dell'intelligenza artificiale stanno rendendo possibile un riconoscimento sempre più precoce dei segnali di malattia, favorendo interventi tempestivi e personalizzati.

Un approccio integrato alla fragilità

Il programma scientifico del congresso ha anche considerato temi come dieta mediterranea, sarcopenia, prevenzione cardiovascolare, postura, disturbi dell'olfatto, intelligenza artificiale applicata all'udito e riabilitazione della disfagia.

L'obiettivo condiviso dagli esperti è promuovere una presa in carico multidisciplinare della persona anziana, capace di intercettare precocemente i segnali di fragilità e costruire percorsi di prevenzione e cura che consentano di mantenere il più a lungo possibile autonomia e qualità della vita.

Salute
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