
Anaao chiede un tavolo nazionale sul ruolo dei professionisti nella sanità territoriale. Di Silverio: "No a trasferimenti impropri di medici ospedalieri".
Dopo settimane di confronto concentrate sul futuro della medicina generale, nel dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale entrano anche i medici ospedalieri. Anaao Assomed chiede infatti l'apertura di un tavolo nazionale per definire in modo chiaro il ruolo dei professionisti all'interno delle Case e degli Ospedali di Comunità, avvertendo che il rafforzamento dell'assistenza territoriale non può tradursi in un semplice trasferimento di personale dagli ospedali.
A lanciare la proposta è il segretario nazionale del sindacato, Pierino Di Silverio, secondo il quale il tema delle nuove strutture previste dal PNRR non può essere affrontato senza coinvolgere tutti gli operatori potenzialmente interessati.
Anaao chiede un confronto sul ruolo dei professionisti
"Il tema delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità non si risolve se non vengono coinvolti tutti i professionisti", afferma Di Silverio. Secondo il segretario di Anaao è necessario garantire ai cittadini un percorso efficace di presa in carico, evitando però che le nuove strutture territoriali finiscano per rappresentare soltanto un passaggio intermedio prima dell'accesso alle strutture ospedaliere.
Per questo il sindacato propone la convocazione di un tavolo di confronto dedicato a definire competenze, responsabilità e modalità di integrazione dei diversi professionisti lungo l'intero percorso assistenziale.
"No a spostamenti impropri dagli ospedali"
La presa di posizione arriva in una fase particolarmente delicata del confronto sulla medicina territoriale, segnata dal dibattito sulla riforma dei medici di famiglia e dall'avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR. Secondo Anaao, in alcune realtà regionali si starebbero già verificando situazioni problematiche.
"In alcune regioni si sta verificando una condizione inaccettabile che abbiamo prontamente denunciato, ovvero medici ospedalieri costretti nelle Case di Comunità in maniera surrettizia e in barba alle regole contrattuali", sostiene Di Silverio. Da qui la richiesta di rispettare pienamente le disposizioni contrattuali e di evitare soluzioni organizzative imposte unilateralmente alle strutture ospedaliere.
Il rapporto tra ospedale e territorio
L'intervento di Anaao amplia il terreno del confronto sulla sanità territoriale. Se finora il dibattito si è concentrato prevalentemente sul ruolo dei medici di medicina generale, il sindacato degli ospedalieri richiama l'attenzione sugli effetti che le nuove strutture territoriali possono avere sull'intero sistema sanitario.
La questione, secondo il sindacato, non riguarda soltanto la copertura degli organici delle Case di Comunità, ma più in generale il rapporto tra assistenza territoriale e ospedaliera e la definizione dei rispettivi ambiti di attività. "La salute richiede rispetto dei ruoli oltre che dei percorsi, richiede condivisione delle scelte tra professionisti e legislatore", osserva Di Silverio.
La disponibilità al confronto
Pur esprimendo forti riserve rispetto a possibili utilizzi impropri del personale ospedaliero, Anaao ribadisce la disponibilità a partecipare a un percorso di confronto. "Siamo disponibili a fare la nostra parte e a discutere con regole chiare", conclude il segretario nazionale del sindacato.
La richiesta di un tavolo dedicato segnala dunque l'ingresso degli ospedalieri nel confronto sulla sanità territoriale, con l'obiettivo di chiarire ulteriormente il ruolo delle diverse professionalità chiamate a operare nelle nuove strutture previste dalla riforma dell'assistenza di prossimità.
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