|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Infermieri dall’India, Nursing Up: “Il problema è che quelli italiani continuano a scappare”

Il sindacato critica l’accordo Italia-India: “Nessun reclutamento estero fermerà la crisi se il SSN continua a perdere infermieri italiani”.
Sindacato

L’accordo tra Italia e India per facilitare il reclutamento di infermieri stranieri nel Servizio sanitario nazionale continua a far discutere il mondo sanitario e sindacale. Dopo l’annuncio dell’intesa siglata durante la visita ufficiale del premier indiano Narendra Modi a Roma, arriva ora la presa di posizione del Nursing Up, che contesta l’idea di affrontare la carenza di personale infermieristico ricorrendo principalmente al reclutamento internazionale.

"Non sono gli infermieri indiani il problema. Il problema sono gli infermieri italiani che continuano ad andarsene", afferma il presidente nazionale del sindacato Antonio De Palma.

pubblicità

"Mai pregiudizi verso gli infermieri stranieri"

Nursing Up chiarisce di non avere una posizione pregiudiziale nei confronti dei professionisti stranieri. "Non abbiamo mai detto no agli infermieri stranieri e non lo diremo oggi", sottolinea De Palma, precisando però che chi arriva in Italia deve essere "opportunamente e previamente valutato in tema di requisiti, competenze e conoscenza della lingua".

Il sindacato evidenzia inoltre le inevitabili difficoltà linguistiche e di inserimento professionale che potrebbero emergere per personale proveniente da sistemi sanitari molto diversi da quello italiano. Ma il punto centrale della critica riguarda soprattutto la capacità del SSN di trattenere i professionisti già formati nel nostro Paese.

"Formiamo eccellenze che poi regalamo all’estero"

Secondo Nursing Up, l’Italia continua a investire nella formazione di infermieri altamente qualificati che finiscono però per trasferirsi in altri sistemi sanitari europei. Il sindacato richiama elaborazioni attribuite a CREA Sanità secondo cui formare un infermiere costerebbe circa 30mila euro alla collettività. Allo stesso tempo, circa 7mila infermieri italiani lascerebbero ogni anno il Paese per lavorare in Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito e Nord Europa.

"Il risultato è che oltre 210 milioni di euro di investimenti pubblici finiscono ogni anno per avvantaggiare altri sistemi sanitari", sostiene il sindacato.

Tra le cause principali vengono indicate le retribuzioni considerate non competitive rispetto agli standard europei. Nursing Up cita elaborazioni su dati OCSE secondo cui un infermiere italiano percepirebbe mediamente circa 48mila dollari annui contro una media OCSE superiore a 61mila dollari. "Noi paghiamo la formazione, altri raccolgono i frutti delle nostre eccellenze", afferma De Palma.

Il timore di una risposta "tampone"

Nel comunicato il sindacato solleva anche un tema politicamente delicato: il rischio che il reclutamento internazionale venga utilizzato per compensare il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro interne. "La domanda che poniamo al Governo è semplice: stiamo cercando professionisti per rafforzare il Servizio sanitario nazionale oppure personale disposto ad accettare condizioni che gli infermieri italiani, legittimamente, non accettano più?", osserva De Palma.

Secondo Nursing Up, il problema della carenza infermieristica non può essere affrontato senza interventi strutturali su stipendi, organici, percorsi di carriera e tutela professionale. Il sindacato ricorda inoltre che l’Italia registra appena 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro una media europea di 8,4 e un rapporto di 1,3 infermieri per medico, tra i più bassi d’Europa.

"Anche gli infermieri indiani potrebbero andarsene"

Nursing Up spinge il ragionamento ancora oltre, ipotizzando che le stesse criticità che oggi spingono molti infermieri italiani a lasciare il SSN possano in futuro riguardare anche i professionisti reclutati dall’estero. "Se non interveniamo su stipendi, carriere, carichi di lavoro e condizioni professionali, cosa ci garantisce che tra qualche anno anche gli infermieri arrivati dall’India non decidano di lasciare l’Italia?", chiede De Palma.

Il rischio, secondo il sindacato, è quello di replicare lo stesso schema già visto con i professionisti italiani: formazione, inserimento nel sistema e successivo trasferimento verso Paesi europei più attrattivi dal punto di vista economico e professionale.

"Non si può riempire una vasca senza chiudere il buco sul fondo"

La metafora utilizzata dal presidente Nursing Up sintetizza la posizione del sindacato. "Continuare a cercare infermieri all’estero mentre migliaia di professionisti italiani abbandonano il Paese equivale a tentare di riempire una vasca senza chiudere il buco sul fondo", afferma De Palma.

Per Nursing Up le priorità restano abolizione dei tetti di spesa, assunzioni stabili, stipendi più vicini agli standard europei, tutela contro burnout e aggressioni e percorsi professionali realmente attrattivi.

Una posizione che riporta al centro uno dei temi più critici per il SSN: la carenza di personale sanitario non riguarda più soltanto il numero di professionisti disponibili, ma anche la capacità del sistema di renderli disponibili a restare.

Sindacato
Commenti

I Correlati

Infermieri tra salari bassi e abbandoni: nel 2024 oltre 20mila via dal Ssn
Sindacato
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Esclusività dei medici, Aaroi-Emac: "No a modifiche senza confronto con i sindacati"
Sindacato
Esclusività dei medici, Aaroi-Emac: "No a modifiche senza confronto con i sindacati"
Il sindacato degli anestesisti critica l'emendamento al ddl delega sulle professioni sanitarie che punta a superare parte delle incompatibilità per i medici del Ssn.
Ccnl Sanità. Nursind: "Contratto deludente sul piano economico, servono correttivi per i turnisti"
Sindacato
Ccnl Sanità. Nursind: "Contratto deludente sul piano economico, servono correttivi per i turnisti"
Dopo il tavolo all'Aran il sindacato degli infermieri giudica insufficienti gli aumenti retributivi e chiede modifiche su indennità notturne, ferie e pause di recupero.
Lavori usuranti, Nursing Up rilancia il riconoscimento per gli infermieri
Sindacato
Lavori usuranti, Nursing Up rilancia il riconoscimento per gli infermieri
Il sindacato richiama le esperienze di altri Paesi e chiede una riforma della normativa italiana. Al centro il riconoscimento del lavoro infermieristico tra le attività usuranti.
Case di comunità, Smi diffida le Asl: "Più tutele per i MMG"
Sindacato
Case di comunità, Smi diffida le Asl: "Più tutele per i MMG"
La richiesta dello SMI: garantire ai medici di medicina generale che lavorano nelle Case di comunità le stesse tutele previste per gli specialisti ambulatoriali e per i medici dei servizi.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.