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Infermieri tra salari bassi e abbandoni: nel 2024 oltre 20mila via dal Ssn

Retribuzioni inferiori alla media europea, affitti fino al 60% del reddito e domande universitarie in calo. Nursing Up: “Senza infermieri non c’è futuro per il Ssn”.
Sindacato

Gli infermieri italiani sono tra i "nuovi poveri". A sostenerlo è il sindacato Nursing Up, che in un’analisi segnala retribuzioni ferme a fronte di un costo della vita in costante crescita.

Secondo i dati Ocse (Health at a Glance), la retribuzione media degli infermieri italiani, a parità di potere d’acquisto, resta inferiore rispetto ai principali Paesi dell’Europa occidentale. In Italia lo stipendio lordo medio annuo si colloca tra 29 e 32 mila euro. Il netto mensile nei primi anni oscilla tra 1.500 e 1.800 euro. In Germania e Francia si superano i 40 mila euro annui, con progressioni più strutturate. Il divario aumenta ulteriormente rispetto a Svizzera, Norvegia e Finlandia.

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Nelle grandi città del Nord il peso degli affitti incide in modo significativo: a Milano un bilocale supera i 1.200 euro mensili, mentre a Bologna e Torino varia tra 850 e 1.050 euro. Con un netto di 1.500 euro, l’incidenza può superare il 60% del reddito.

Ventimila uscite in un anno

Nel 2024 oltre 20mila professionisti hanno lasciato volontariamente la sanità pubblica, scegliendo la libera professione o l’estero. Un dato che si inserisce in un quadro già segnato da carenze di organico e turni gravosi.

Secondo il Survey nazionale Nursing Up, oltre il 70% degli infermieri, potendo tornare indietro, farebbe una scelta diversa. Stress lavoro-correlato e burnout restano criticità diffuse, aggravate da turnazioni notturne e festive e da difficoltà di conciliazione vita-lavoro.

Parallelamente, le domande di accesso ai corsi di laurea in Infermieristica sono diminuite di circa l’11% rispetto agli anni precedenti. Se nel 2010 le richieste superavano le 46 mila unità, oggi si attestano intorno alle 21 mila annue, con sedi che non coprono interamente i posti disponibili.

Tra precarietà economica e salute mentale

Nursing Up richiama anche il recente rapporto Caritas, che ha evidenziato una correlazione tra insicurezza materiale e sofferenza psichica nell’80% delle persone prese in carico dai centri di ascolto.

"Salari e prospettive restano fermi rispetto al costo della vita che cresce – afferma Antonio De Palma, presidente di Nursing Up – è sempre più forte la pressione su una professione che andrebbe ricostruita e rilanciata. Servono interventi concreti: adeguamento salariale coerente con il costo della vita, riduzione del divario europeo, percorsi di carriera chiari e piano di assunzioni. Senza infermieri non c’è futuro per il nostro Ssn".

Al di là della dimensione contrattuale, il tema riguarda la sostenibilità del capitale umano del Servizio sanitario nazionale: trattenere professionisti e rendere nuovamente attrattiva la professione rappresenta una condizione non eludibile per la tenuta del sistema.

Sindacato
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