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Liste d’attesa, Anelli: “Se l’intramoenia è obbligata, la paghi il Ssn”

Fnomceo Redazione DottNet | 16/02/2026 09:43

Il presidente Fnomceo: se il cittadino è costretto alla libera professione per mancanza di accesso nel pubblico, la responsabilità è del sistema.

Mettere a carico del Servizio sanitario nazionale le prestazioni effettuate in intramoenia quando il cittadino vi ricorre non per scelta, ma per mancanza di accesso nei tempi previsti dal pubblico. È la proposta avanzata dal presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, dopo l’anticipazione sul Sole 24 Ore dei primi dati 2025 della Piattaforma nazionale sulle prestazioni attivata presso Agenas.

Dai dati emerge una discrasia evidente: dove l’attesa nel canale pubblico è più lunga, la stessa prestazione risulta disponibile in tempi brevi se effettuata in regime di libera professione.

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"Se la responsabilità è del sistema, la fattura ai cittadini dovrebbe pagarla il Servizio sanitario nazionale", afferma Anelli in un video che sarà trasmesso nell’edizione di domani di Fnomceo Tg Sanità.

Responsabilità organizzativa e spesa privata

Secondo il presidente Fnomceo, il nodo non è il comportamento dei medici ma l’assetto organizzativo. "I cittadini italiani amano il loro Servizio sanitario nazionale, però considerano le liste d’attesa il principale problema della sanità italiana".

Anelli richiama le analisi della Corte dei Conti, dell’Ufficio parlamentare di Bilancio e della Ragioneria generale dello Stato sull’inappropriatezza organizzativa del sistema. "Significa che la carenza di medici, la mancanza di strumenti o di strutture spinge il cittadino molto spesso a rinunciare alle cure".

Secondo Istat sono circa 6 milioni i cittadini che rinunciano alle prestazioni o si rivolgono al privato. La spesa sanitaria privata ha superato i 43-44 miliardi di euro.

"Intramoenia è quel tempo libero messo a disposizione dei medici per effettuare una libera professione all’interno delle strutture sanitarie", ricorda Anelli. "Ma se prenotano secondo la via pubblica hanno percorsi lontani nel tempo. Se chiedono invece una visita in intramoenia la ottengono in breve".

Da qui la proposta: quando il ricorso alla libera professione è - di fatto - obbligato dall’organizzazione del sistema, il costo non dovrebbe gravare sul cittadino.

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